Il turismo cresce e premia il Tiranese  Molti gli stranieri
Numeri che derivano dal 2007 al 2015 dall’Istat, mentre per il 2016 e il 2017 (dati provvisori) dall’Osservatorio turistico Provincia di Sondrio

Il turismo cresce e premia il Tiranese

Molti gli stranieri

In dieci anni nella Media Valtellina +20,57%. In netta diminuzione però il tempo di soggiorno. Meno posti in albergo, crescono B&B e case vacanze.

Un aumento medio del 20,57 per cento delle presenze nella Media Valtellina negli ultimi dieci anni (2007-2017) grazie anche alla nascita di strutture extra-alberghiere (a scapito degli alberghi), con una prevalenza di stranieri ed una netta diminuzione del tempo di soggiorno passato da 3,61 giorni a 2,17.

Sono questi i dati resi noti ieri pomeriggio dal consorzio turistico Terziere Superiore di Tirano sull’affluenza turistica nella Media Valle, ovvero nel territorio della Comunità montana di Tirano (da Teglio a Grosio). Numeri che derivano dal 2007 al 2015 dall’Istat, mentre per il 2016 e il 2017 (dati provvisori) dall’Osservatorio turistico Provincia di Sondrio.

Nel 2007 le presenze sono state 192.862 di cui 150.250 italiani e 42.612 stranieri; nel 2017 le presenze sono lievitate a 232.527 di cui 152.539 italiani e 79.988 stranieri. In dieci anni, con un’escalation graduale, i turisti sono aumentati con una caratteristica: se gli italiani sono cresciuti dell’1,52%, gli stranieri dell’87,71%. Il picco si è registrato negli ultimi due anni (2016-2017) visto che dalle 187.935 presenze dal 2015 si è passati alle 223.835 del 2016 e alle 232.527 del 2017. «Una spiegazione c’è e va fatta – ha precisato Francesca Ferrari del consorzio turistico -, ovvero l’entrata in vigore nel 2015 della legge regionale che ha imposto l’obbligo di segnalare le presenze anche nelle strutture extra alberghiere. L’impennata, dunque, deve essere imputata a questo passaggio».

Un passaggio di rilievo se si va a guardare le strutture ricettive: l’offerta alberghiera ed extra alberghiera della Media Valle si compone infatti di 151 strutture per un totale di 3.060 posti letto. Dal 2007 al 2017 si riscontra la diminuzione di 620 posti letto nelle strutture alberghiere (per lo più 3 stelle), ma una crescita di 661 posti letto nelle strutture extra alberghiere come B&B o case vacanze, alloggi in affitto temporaneo. Non va bene ad Aprica, dove ci sono 27 strutture per un totale di 1223 posti letto con un calo di 622 posti negli alberghi e pure di 138 nelle altre strutture. A Teglio le strutture sono 16 per 381 posti letto con un meno 84 posti negli alberghi (chiusura di hotel due stelle) ed un aumento di 75 posti nei B&B.

Exploit a Tirano con 57 strutture per 694 posti letto con una crescita di 336 posti; bene anche nei dintorni con 51 strutture e 762 posti letto con incremento di 486 posti. «Il traino per la città di Tirano e i dintorni è dato certamente dal trenino rosso – ha proseguito Ferrari, affiancata dal direttore del consorzio Gigi Negri e dal presidente Sergio Mascioni -, per Teglio incidono la gastronomia e i week end dei sapori che hanno destagionalizzato l’offerta, mentre per Aprica il volano continua ad essere la stagione invernale dello sci.

Un altro dato interessante riguarda l’internazionalità di Tirano dove nel 2017, grazie proprio al trenino, sono arrivati turisti da 55 nazioni diverse».

Nella Media Valle nel 2017 il principale utente è stato lombardo (31%), seguito dalla Repubblica ceca (11%), minoritarie le altre regioni o Stati. Una “pecca”, che riguarda però il turismo in generale che è diventato mordi e fuggi, è quella della permanenza media passata da 3,61 giorni a 2,17 con un calo del 39,75% complessivo (-38,88% degli italiani e -42,96% degli stranieri).


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