Il tunnel in Mesolcina, Campodolcino ci crede: «Servono 390 milioni»
La cartina che indica il tracciato

Il tunnel in Mesolcina, Campodolcino ci crede: «Servono 390 milioni»

Il sindaco Guanella sostiene il progetto. «Servirebbe ai frontalieri e alla Macro regione». Per coprire i costi si pensa a un project financing.

Mentre nel resto della provincia di Sondrio in questi giorni si parla soprattutto di traforo dello Stelvio, in Valle Spluga il Comune di Campodolcino torna a mettere al centro dell’attenzione la questione del collegamento con la Mesolcina.

Quest’opera, di cui si discute da decenni senza che ci sia stata fino a poco tempo fa una reale accelerazione nella stesura di eventuali progetti, è sin dall’inizio del mandato uno dei punti salienti dell’agenda tracciata dal sindaco Giuseppe Guanella. E ora si cerca di trovare un modo per realizzarla, ben sapendo che non sarà facile.

L’amministrazione campodolcinese ora - alla vigilia dell’avvio della Macroregione alpina - punta sulla proposta denominata “Tunnel stradale italo-svizzero di collegamento tra la Valle Spluga e la Val Mesolcina San Luigi Guanella”, un percorso che ha iniziato a condividere anche al di là del confine, coinvolgendo Regione Lombardia.

«Stiamo parlando di un’opera pensata non per i bisonti della strada, ma per i cittadini e i mezzi delle piccole imprese, basata su un percorso per ciascun senso di marcia e una corsia d’emergenza - premette il primo cittadino -. Con questo tunnel si darebbe una straordinaria opportunità al turismo, ai frontalieri - costretti a spostarsi sempre più spesso verso il centro della Svizzera - e alle aziende. La questione centrale è quella dei fondi: l’ipotesi è la creazione di un project financing».

La cifra indicata nello studio è di circa 390milioni di euro per un collegamento di 7950 metri da Campodolcino a Mesocco. Naturalmente si tratta di un’iniziativa di rilievo internazionale, che potrà essere utilizzata (almeno) per molti decenni. «La storia e la geografia individuano lo Spluga come snodo principale dei collegamenti fra l’Italia del nord, la Svizzera e l’Europa centrale - rileva l’amministrazione di Campodolcino -. Dobbiamo osservare che l’opzione ferroviaria è impraticabile per l’insostenibilità dei costi e i tempi necessari». Proprio nelle scorse settimane la società delle ferrovie Rfi ha chiarito che non ci sono motivi per creare altri collegamenti ferroviari fra Lombardia e Svizzera. «Vogliamo sfatare l’idea che il tunnel proposto sia in contrapposizione e in concorrenza con il traforo dello Stelvio, anzi. Uno va inteso come complementare all’altro e viceversa».


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