«Il traforo ferroviario è un errore»
L’inizio della strada del Mortirolo, il traforo dovrebbe rendere più agevole il contatto con il Bresciano

«Il traforo ferroviario è un errore»

Studio sul Mortirolo, Matteo De Campo, presidente della Fai, contrario all’ipotesi oggetto di analisi dalla Regione. «La ferrovia bresciana è ancora a gasolio, la direttrice non è funzionale per le merci, quindi è un’opera superflua».

«È compito della politica progettare gli strumenti e sta poi al popolo, alle persone e agli imprenditori utilizzare quelli che reputano più consoni. Ebbene le merci nella galleria ferroviaria del Mortirolo non passeranno e ciò sarà controproducente dal punto di vista strategico ed economico per la Valle».

Si dice fortemente contrario Matteo De Campo, presidente della Federazione autotrasportatori italiani (Fai) della provincia di Sondrio, attiva all’interno dell’Unione Cts, all’annuncio che, ieri l’altro, ha dato Ugo Parolo, sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia con delega alle Politiche per la montagna. Parolo ha affermato che il Pirellone avvierà uno studio di pre-fattibilità per valutare la realizzazione del traforo del Mortirolo esclusivamente ferroviario (e non anche stradale) all’interno di un protocollo fra Regione e Province di Sondrio e Brescia che prevede anche la valorizzazione dell’area del passo del Mortirolo.

Da anni si dibatte se il traforo debba essere ferroviario o stradale, oppure entrambi, ma ora le intenzioni della Regione sono chiare: nel tunnel transiteranno solo treni. Da qui la contrarietà della categoria degli autotrasportatori. «Nessuno ci ha convocato per conoscere il nostro parere - spiega De Campo - e so che qualcuno ha ventilato la possibilità di far passare su rotaia le merci. Ma quanto tempo si perderà? Quali saranno i costi? Le merci devono girare in maniera economica e funzionale, altrimenti continueremo ad avere una sola uscita dalla provincia di Sondrio, quella attraverso Lecco». De Campo rincara la dose: «Se il traforo ferroviario sarà funzionale, lo plaudiremo, ma se non lo sarà, diremo che sono stati spesi 450 milioni di euro per fare una stupidata colossale - sbotta -. Parolo e la sua giunta si prenderanno la responsabilità di ciò. Per quanto mi riguarda non credo che la mobilità futura di merci e persone sarà ferroviaria. L’idea di realizzare un traforo solo su rotaia minerà l’utilizzo del collegamento fra Province, sia per il trasporto delle merci sia per quello dei turisti. I turisti che arriveranno all’aeroporto di Orio al Serio saliranno in treno da Bergamo? Secondo me assolutamente no, continueranno a viaggiare in pullman passando per la Bergamo-Lecco e da lì Lecco-Sondrio-Alta Valle. E le persone dirette a Bologna andranno in treno prima a Brescia-Bergamo? Non credo. Senza contare il fatto che la linea ferroviaria di Brescia funziona ancora a gasolio. Infine, che un valtellinese, per andare sul lago di Garda, debba passare ancora per il passo di Aprica mi sembra un insulto».

De Campo ce l’ha anche con il metodo. «Siamo davanti all’ennesimo studio di pre-fattibilità - conclude -. Personalmente chiederei alla Regione quanti di questi studi arrivano da qualche parte e quanto costano. Si è parlato in passato anche di uno studio sul traforo dello Stelvio. Generalmente il mondo economico redige una proposta quando ha un’idea che l’opera possa funzionare o dobbiamo continuare a studiare senza fare niente?».

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