Il Tar cancella l’ordinanza della Regione
«Le superiori tornino tutte in classe»

Accolto in serata il ricorso di un gruppo di genitori di studenti lombardi - Le motivazioni del tribunale: «Misure contraddittorie, pregiudizio grave e irreparabile»

Como

Il Tar della Lombardia (prima sezione, presidente Domenico Giordano) ha accolto ieri sera un ricorso presentato da un gruppo di genitori di studenti di scuole medie superiori (tramite un pool di legali che comprende anche l’avvocato comasco Ruggero Tumbiolo) sospendendo gli effetti dell’ordinanza con cui il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana aveva deciso di prolungare la didattica a distanza fino al 24 gennaio.

L’accoglimento del ricorso è motivato da ragioni diverse, riassunte in un provvedimento di una dozzina di pagine: alcune sono questioni più meramente normative - legate alle competenze dell’amministrazione regionale rispetto ai Dpcm della presidenza del Consiglio dei ministri e in definitiva ai rapporti di forza tra le due istituzioni -, altre sono invece questioni un po’ più pratiche: «L’ordinanza regionale denota una specifica contradditorietà perché per contenere gli assembramenti adotta misure incidenti sulla didattica in presenza rispetto alla quale non evidenzia alcun peculiare pericolo di diffusione epidemiologica, in ragione delle concrete modalità di effettuazione della didattica stessa».

L’ordinanza regionale quindi non è più in vigore. In teoria gli studenti dovrebbero rientrare a scuola. Ora bisognerà capire quando potranno farlo. La Regione, dal canto suo, ha già annunciato l’intenzione di proporre ricorso.

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