Il sì della Regione  «Elicottero di notte  e automedica h24»
L’elisoccorso sarà presente anche di notte

Il sì della Regione

«Elicottero di notte

e automedica h24»

Il consiglio regionale ha approvato la mozione presentata dal Pd e votata anche dagli altri gruppi: impegna la regione a potenziare il servizio 118 dando precise scadenze

Introduzione dell’auto con medico a bordo, di stanza alla postazione Areu di Bormio, dal 1° maggio, e introduzione di un ulteriore mezzo di soccorso di base (con personale volontario a bordo) a Morbegno, già attiva, e, soprattutto, l’estensione del servizio di elisoccorso, di stanza a Caiolo, dalle attuali 12 ore al giorno, dalle 8 alle 20, alle 24 ore.

Il tutto, impegnando la Giunta e l’assessore competente, cioè Letizia Moratti, «a provvedere alla carenza di personale preposto a tale servizio, sia per la base di Sondrio, sia per le altre basi regionali, attraverso il reclutamento di nuovo personale - è scritto nella mozione ad hoc presentata, ieri, in Consiglio regionale dai 14 consiglieri Pd, con primo firmatario Carlo Borghetti -, ed a provvedere, altresì, al reclutamento di personale medico per le emergenze in Alta Valtellina e in tutte le aree montane svantaggiate, che possa essere reperibile quotidianamente, ad ogni ora del giorno e della notte, mediante idonee formule di incentivazione».

Laddove, l’ultima frase, cioè, “mediante idonee formule di incentivazione”, è stata concordata da Borghetti e da Fabrizio Turba, sottosegretario con delega ai rapporti col Consiglio regionale, in quota Lega, che, dopo l’esposizione della mozione da parte del primo, ha chiesto la parola per dichiarare l’appoggio alla medesima da parte del suo partito, pur apportandovi modifiche in precedenza concordate, ritenute, quindi, dallo stesso Pd, accettabili, e di fatto, votate da quasi tutta l’aula. Eliminato, in particolare, il capoverso in cui si faceva riferimento alle cronache, che, era scritto «troppo spesso segnalano gravi ritardi degli elisoccorsi, che, a volte, sfociano in tragedie, poiché i tempi di intervento sono fondamentali per poter assicurare un reale soccorso e salvare vite umane», oltre ad altri passaggi, che, evidentemente, sono stati ritenuti sacrificabili in ragione della “contropartita” messa sul piatto dalla maggioranza.

«Il direttore della Direzione generale Welfare, Giovanni Pavesi - ha assicurato Turba - ha chiesto ad Areu, Agenzia regionale dell’emergenza e urgenza, di attivare l’elisoccorso con base a Caiolo, h24, ha chiesto l’introduzione, dal 1° maggio, di un mezzo di soccorso avanzato con medico a bordo, sempre h24, sulla postazione di Bormio, e, al pari, il raddoppio dell’ambulanza sulla postazione di Morbegno, con volontari a Bormio».

«Ed ha accettato, l’assessore al Welfare, di relazionare, entro il 31 luglio prossimo, in Commissione sanità - ha aggiunto Turba -, rispetto allo stato di avanzamento della richiesta di attivazione dell’elisoccorso sulle 24 ore».

Passaggio, quest’ultimo, fortemente voluto da Carlo Borghetti e dai consiglieri Pd, «a titolo di verifica degli impegni presi in aula - ha detto Borghetti - fermo restando che, seppur il focus, era ed è incentrato sul soccorso in emergenza e urgenza riferito alla provincia di Sondrio, l’impegno che abbiamo chiesto alla Giunta regionale rispetto al reclutamento di personale, deve intendersi riferito a tutte le aree montane».

E, nonostante, sia stato “spazzato via” dal testo della mozione, il riferimento ai fatti di cronaca avvenuti in Alta Valtellina, con la morte, il 2 marzo scorso, di Daniele Bradanini, 55 anni, di Semogo di Valdidentro, deceduto per infarto durante il tragitto in ambulanza verso Sondrio, il consigliere Pd, Gian Antonio Girelli, li ha, comunque, richiamati «perché - ha detto - i tristi fatti di cronaca registrati sul servizio di emergenza e urgenza in montagna non si cancellano e sono stati, per noi, un’ulteriore spinta a chiedere, alla Regione, di fare di più. Vigileremo - ha concluso Girelli - sul rispetto degli impegni presi oggi, in attesa di una revisione della legge numero 23 del 2015 sulla sanità lombarda, che dovrà tenere presente anche i problemi della sanità di montagna».

Ultimo, ma non ultimo, il nodo “rilancio del Morelli”, sul quale, dicono Borghetti e Girelli «attendiamo ancora risposte da Fontana e Moratti».


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