Sabato 21 Giugno 2014

Il sequestro dei tracciati

La Sib tuona: «Amareggiati»

I sigilli della Forestale alla pista per mountain bike sequestrata sul versante del Vallecetta

«Come presidente della Società impianti Bormio sono amareggiato per quanto accaduto, perché non ci saremmo mai messi all’opera nel realizzare tracciati per mountain bike se non fossimo stati sollecitati dal Comune di Valdisotto».

Parola di Valentino Galli, presidente della Sib, che rispedisce, in un certo senso, al mittente, l’accusa di aver deturpato l’ambiente montano sul versante del Vallecetta, fatto oggetto di lavori per la realizzazione di piste di mountain bike per le quali si è reso necessario il taglio di alberi che il Corpo Forestale dello Stato ha quantificato in 469 su un tracciato e in 103 sul secondo.

«Non capisco come si possano chiamare alberi degli arbusti che, messi insieme, - sottolinea Galli - non sono arrivati a riempire due trattori. A quanto ho sempre saputo, si parla di alberi quando questi hanno un fusto di almeno 16 cm alla base e, qui, per realizzare il tracciato di 700 metri di pista di mountain bike (quella che era in corso d’opera proprio in questi giorni, nda), gli alberi di queste dimensioni si contavano sulle dita di una mano. Dopodiché, ovvio, spetta al Corpo Forestale fare le proprie valutazioni».

Al presidente della Sib Galli, però, non “tornano i conti”, nel senso che non riesce a farsi una ragione del perché di questo intervento sul Vallecetta che qualifica come «accanimento».

«Lo dico sinceramente - insiste -, non ho capito cosa abbia spinto a questo sequestro, e mi riferisco, in particolare, al tratto di pista di mountain bike in corso di realizzazione, di cui sono più informato, perché abbiamo avviato i lavori dopo l’ok della Conferenza dei Servizi in cui la Provincia ha espresso parere favorevole». «È vero - ammette il presidente della Società Impianti Valentino Galli - che abbiamo iniziato prima che il Comune di Valdisotto, proprietario dei terreni, emanasse l’apposita delibera, atto formale di cui, ovvio, occorre tenere conto, ma abbiamo agito così sia perché eravamo convinti che per l’emanazione dell’atto fosse solo questione di giorni, dato che è sempre stato il Comune di Valdisotto stesso a spingerci all’intervento, e sia per il fatto che non avremmo potuto attendere oltre allo scopo di arrivare con la pista allestita prima dell’apertura degli impianti, fissata per il 5 luglio».

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