Il Sentiero del vino  fa il tutto esaurito  «Attenti al territorio»
I vigneti terrazzati della Costiera dei Cèch al centro della manifestazione

Il Sentiero del vino

fa il tutto esaurito

«Attenti al territorio»

I bilanciTante le presenze nelle varie visite guidate

«Prenotazioni “sold out”, questa soluzione piace

È la riscossa della produzione locale con la sua storia»

Gustosando 2016: doppio successo a Mello per gli animatori del circuito «il Sentiero del Vino» itinerario enogastronomico a piedi tra i vigneti terrazzati della Costiera dei Cèch. I percorsi continuano ad incontrare il consenso dei “turisti gourmet”, sia sabato sia ieri i tre giri da 35 visitatori l’uno organizzati tra i vigneti e condotti dai vigneron hanno fatto il pieno. E i vini prodotti, quelli delle Terrazze retiche si bevono nelle tappe di Gustosando a Bema, sui percorsi Civo-Dazio, ad Ardenno, a Buglio, a Cercino, Mello, Traona, degustati in tutte le località in cui sono in corso Gustosando, Costiera dei Cèch in Cantina, Bresaolando.

L’anno del risveglio

Il 2016 per le manifestazioni enogastronomiche della Bassa Valtellina è un po’ l’anno del risveglio per le produzioni a Km zero. Si è andati a spasso con i calici sul Sentiero del Vino il 25 settembre, poi ieri e si riproporrà la manifestazione anche il 9 ottobre. Sei tappe, con il percorso di circa due chilometri, attraversando le propaggini di Dazio, Civo, Mello tra cantine, chiesette, vecchi torchi. «Anche oggi – ha detto ieri Davide Tarca, referente della cooperativa agricola Terrazze retiche – abbiamo le prenotazioni “sold out”. La soluzione di turismo proposta, funziona. Ogni cantina offre oltre ai calici di rosso di nostra produzione e delle altre realtà amiche: la cooperativa agricola Bulium e l’azienda agricola Piccapietra di Traona, anche degustazioni di salumi, formaggi e dolci locali».

Negli altri circuiti

«È – prosegue – una riscossa dei vini locali che vengono scoperti nei centri di produzione. Chi arriva a Mello per percorrere il Sentiero del vino scopre queste produzioni e le degusta sul posto, dove si vinifica, conosce il territorio. E siamo presenti anche sugli altri circuiti delle grandi manifestazioni del gusto di settembre e ottobre. Noi – precisa anche il rappresentante dei circa 20 viticoltori dei Cèch – del resto siamo sempre stati contrari a fornire la bottiglia in modo anonimo nei supermercati, il vino va capito. E lo si comprende meglio, conoscendo i posti da cui proviene». Sentiero del Vino come “rinascita del territorio”. «Noi – precisa anche Tarca – vogliamo contrastare i consumi globalizzati, prima viene l’attenzione al territorio, la cantina diventa un sito da esplorare, con la sua storia, la storia del lavoro degli agricoltori».


© RIPRODUZIONE RISERVATA