Il Selvadek sempre più re degli ottomila
Marco Confortola immortalato da un scatto ufficiale durante le fasi dell’ascesa di mercoledì del K4

Il Selvadek sempre più re degli ottomila

Confortola ha raggiunto la vetta del Gasherbrum 2, tredicesima montagna più alta della terra. Per l’alpinista è l’undicesimo traguardo - I complimenti di Valfurva: «Un onore per la nostra valle, grazie».

Marco Confortola ha raggiunto quota undici, undici per ottomila. All’appello, da ieri, ne mancano solo tre. Il fortissimo alpinista di Valfurva, partito all’inizio di giugno per una nuova spedizione ce l’ha fatta ed ha conquistato il “Gasherbrum 2” (G2 noto anche come K4), la tredicesima montagna più alta della terra con i suoi 8.035 metri di quota.

Approfittando di una finestra di bel tempo, come aveva annunciato nei giorni scorsi, il “Selvadek” (questo il suo soprannome in Alta Valle), ha tentato la scalata alla vetta, chiaramente senza ossigeno. L’impresa, seguita costantemente anche sui social da uno stuolo di fan, ha preso avvio alle 19 pakistane di mercoledì (cioè ore 16 italiane). Marco questa mattina - questa la comunicazione ufficiale del suo staff poco dopo le 10 di ieri, ora italiana, dopo aver annunciato, verso le 7, la conquista della vetta - dopo aver scalato gli 8.035 metri del G2, ha intrapreso la discesa. Ha passato anche C3 (7.000 metri) ed è in direzione del C1 (6.000 metri). Hanno tutti voglia di abbassarsi di quota velocemente per essere già domani al campo base a 5.500 metri. Stanno tutti bene nonostante stiano camminando da tante ore. I suoi obiettivi erano due: salire presto per far rientro e scendere il più possibile di quota. Appena pubblicata la notizia sul profilo facebook che ha seguito passo passo la spedizione, con commenti quasi in presa diretta da parte di Confortola ed immagini suggestive regalate dall’alpinista, immediate le reazioni da tutto il mondo, dai suoi tanti amici - e scalatori - sparsi in ogni parte del mondo, da vari rappresentanti di Cai, amici, familiari.

«Grazie alle tue imprese hai fatto conoscere a tutto il mondo la caparbietà e l’orgoglio dei valtellinesi» e poi «complimenti Marco…felice per l’impresa e per la persona che sei» e poi «davvero tanto coraggio e tanta volontà. Grazie dell’esempio di non mollare mai e della condivisione» e ancora «un esempio di dedizione, passione e umiltà. Ti meriti tutti questi successi». Felicitazioni sono giunte anche da parte dell’amministrazione comunale. «Un onore per la nostra valle - ha commentato il vicesindaco Luca Bellotti appena appresa la notizia - come un onore avere te e altri campioni che rappresentano il nostro territorio... bravo Marco e grazie».

E non è detto che, stavolta, - ma lo si saprà con certezza nei prossimi giorni - l’alpinista tenti addirittura di scalare ben due ottomila, cioè anche “Gasherbrum 1” (G1) per il quale ha già con sé i permessi necessari. Un primo e parziale attacco al G1 ha avuto luogo sabato scorso ma, causa cattive condizioni meteo, Confortola ha dovuto far ritorno al campo base ma chissà che non ci riprovi nei prossimi giorni. E così dopo il Dhaulagiri (8.167 metri), raggiunto il 20 maggio del 2017 e dopo un “anno sabbatico” (lo scorso anno non era riuscito a raggiungere la vetta del Kangchenjunga causa il meteo inclemente e il freddo pungente), Confortola è tornato sul tetto del mondo, sempre più vicino alla conquista di tutti e quattordici gli ottomila della Terra.


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