Il saluto del prefetto alla Valtellina: «Qui ho vissuto un periodo sereno»
La conferenza stampa del prefetto per il suo saluto alla Valtellina

Il saluto del prefetto alla Valtellina: «Qui ho vissuto un periodo sereno»

Il bilancio è positivo: «Abbiamo lavorato insieme sui problemi del territorio». L’emergenza dei rifugiati e il problema furti: «In Valle non drammatici come da altre parti».

Un saluto e un ringraziamento prima di partire, perché «la cittadinanza di Sondrio è stata splendida, per come mi ha accolto».

Così il prefetto Carmelo Casabona ieri si è accomiatato dalla provincia di Sondrio, che lascerà in questi giorni per prendere servizio a Vibo Valentia dopo «tre anni vissuti bene, lavorando con attenzione per affrontare le problematiche del territorio».

Dopo il commiato formale affidato ad una nota dei giorni scorsi, ieri a palazzo Muzio il prefetto ha ripercorso la sua esperienza in Valle, iniziata con la nomina nell’ottobre del 2012: un ritorno, perché negli anni Ottanta la squadra mobile della Questura di Sondrio era stata uno dei primi incarichi di Casabona. Ora la destinazione è la Calabria, con l’insediamento a Vibo Valentia previsto per l’11 gennaio: la Prefettura di Sondrio avrà come vicario il viceprefetto Salvatore Angeri, in attesa delle nuove nomine, mentre il prefetto Casabona lascia Sondrio con un bilancio positivo. «Sono stati tre anni vissuti abbastanza bene, lavorando con professionalità sulle questioni poste dal territorio – ha detto Casabona -, con una metodologia magari un po’ inusuale per Sondrio, visto che ho sempre cercato di stare fuori, incontrare i cittadini, dialogare con i responsabili delle forze dell’ordine da persone normali, senza troppe formalità. Credo che così si possa essere più aperti e sinceri nel discutere i problemi, per poterli meglio affrontare».

E sul territorio il prefetto ha trovato una situazione con più luci che ombre: «In Valle si incontrano problemi che non sono drammatici come capita altrove, ma creano fastidi alla popolazione – ha detto Casabona -, e penso ai furti nelle case che insieme all’emergenza rifugiati sono stati la questione principale di questi ultimi anni. È una realtà che non ha grossi problemi, dal momento che la gente ha un’etica e un comportamento civile, ora vado a Vibo Valentia, dove l’emergenza è la ’ndrangheta, e ci sarà da lavorare puntando sulle tante persone per bene che vogliono vivere nella legalità».


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