Il ripristino della leva obbligatoria   «Utile per il rilancio morale del Paese»
Mario Rumo con Bruno Vespa in una foto d’archivio

Il ripristino della leva obbligatoria

«Utile per il rilancio morale del Paese»

A parlare è Mario Rumo, il valtellinese consigliere nazionale delle Penne Nere. «Bagaglio formativo imprescindibile per un giovane che si appresta ad entrare nella società»

«Oggi, a 13 anni dalla sua sospensione, si avverte la necessità di colmare un vuoto educativo che sta toccando in maniera trasversale tutti gli ambiti della società, dalla scuola alla famiglia, dalla Chiesa alla politica». Mario Rumo, consigliere nazionale degli alpini residente a Villa di Tirano, fa suo l’appello che le Penne nere di tutta Italia – circa 400mila i soci – esprimono. L’Ana, come altre associazioni d’Arma, chiede alla politica di interessarsi di un problema culturale ed educativo. «Per noi si tratta di tornare a seminare nelle nuove generazioni il senso della responsabilità verso quello che è il bene comune – afferma Rumo -. Di fatto noi chiediamo il ripristino di un periodo di servizio obbligatorio dei giovani a favore della patria nelle modalità che la politica vorrà individuare. Non sfugge che il concetto educativo nelle nuove generazioni oscilla tra il polo delle competenze e quello del mito del buon selvaggio, ovvero l’idea che debbano crescere liberi perché poi arriverà la stagione delle responsabilità».

Rumo precisa che questo servizio non necessariamente dovrà essere armato, ma sicuramente un aiuto alle istituzioni militari e non, sempre rivolto al bene comune. «L’articolo 52 della Costituzione non è stato cancellato e quindi l’obbligo al servizio dovrebbe imporsi come elemento cardine, allo stesso modo dell’obbligo scolastico, perché dire ad un giovane “se non hai voglia non partecipare”, significa escludere proprio coloro che sono più disattenti a queste tematiche. Noi la sensibilità al servizio abbiamo potuto assimilarla sotto naja, oggi dovrebbe essere ugualmente un bagaglio formativo imprescindibile per un giovane che si appresta ad entrare nella società».

«Lo Stato dovrebbe concorrere a ricreare urgentemente un terreno in cui ogni giovane debba essere educato e poter crescere in coscienza civica, per sfuggire alla desertificazione del senso comune – conclude il rappresentante dell’Ana -. Nel chiedere il ripristino di un servizio obbligatorio per tutti i giovani, maschi e femmine, crediamo sia possibile creare le condizioni per un rilancio morale e sociale del nostro Paese, evitando di consegnare questa speranza esclusivamente al mercato».


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