«Il rientro a scuola  una prova per tutti»  Primo giorno ok
Stazione delle autolinee: finalmente si è ravvivata dopo settimane di vuoti e silenzi (Foto by gianatti)

«Il rientro a scuola

una prova per tutti»

Primo giorno ok

Ieri le superiori al 50%, ragazzi felici di ritornare I presidi: «Rivederli è stato un piacere, noi pronti al 75%»

Voglia di ritornare a scuola? Sì. Voglia di vivere nel senso più scolastico del termine, tra interrogazioni, spiegazioni e verifiche, la vita di classe? Nì. Su un punto però concordano gli studenti delle superiori che ieri, seppure al 50%, in provincia di Sondrio, sono ritornati in aula, dopo tre mesi circa di didattica a distanza: «Finalmente possiamo rivedere dal vivo i nostri compagni, socializzare, ridere e scherzare, fare l’intervallo: stare insieme» il commento pressoché unanime raccolto ieri davanti al campus di via Tonale.

Mascherina d’ordinanza, con chiare in mente le regole da rispettare, ma felici. «Non ne potevo più di stare a casa, ma soprattutto di stare chiusa in camera a fare lezione» dice sorridendo con gli occhi Alessandra, che frequenta un liceo nel capoluogo, ma che risiede altrove. «Devo dire la verità: mi sono mancati tantissimo i miei compagni - le fa eco Pietro, che invece è iscritto in un istituto tecnico -, ma anche i professori. Ok, li vedevamo in video, ma in classe è tutta un’altra storia».

Nel bene e nel male. Nel senso che hanno consapevolezza che dal vivo - senza il filtro della tecnologia e lo “scudo” di uno schermo - sgarrare e sottrarsi alla lezione è più difficile. A casa lasciarsi tentare da altre distrazioni è un attimo: uno snack, uno sguardo al cellulare iperconnesso. «Certe volte in Dad chiudevo lo schermo e mi perdevo, mi succede anche in classe di distrarmi - dichiara Alessandro, pure lui di un istituto tecnico -, ma non pensavo potessi arrivare a sentire così tanto la mancanza della scuola: quindi sono ben felice di tornarci, anche se non tutti i giorni. Questa sì che è vita». Insomma liberi, solo al 50%, ma contenti.

Stesse sensazioni dall’altro fronte: docenti e presidi, che incrociano le dita affinché la percentuale di presenti salga sino al 75%.


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