Il presidente lascia, salta il consorzio
Morbegno in cantina, la manifestazione enogastronomica di punta dell’autunno morbegnese

Il presidente lascia, salta il consorzio

Dimissioni a Morbegno. Giandiego Amira ha annunciato l’abbandono del ruolo per motivi personali e il Cda a tre ora decade. Il sindaco assicura: «Morbegno in cantina non è a rischio, certo è una situazione improvvisa che crea un urgenza».

Salta il consorzio turistico di Morbegno. Le dimissioni improvvise del presidente Giandiego Amira per «ragioni personali» provoca la decadenza del Cda (Consiglio di amministrazione) già ridotto ai minimi termini, a tre soli membri. Ora il Comune dovrà ricomporre in tutta fretta i pezzi dell’ente di cui è socio, si dovrà convocare l’assemblea e quindi nominare il nuovo Cda (non essendoci oggi un numero sufficiente di consiglieri per garantire la maggioranza e l’operatività), anche perché c’è una partita importante della quale il consorzio si deve occupare, la manifestazione enogastronomica “Morbegno in cantina”, attualmente in piena fase organizzativa.

«E che sicuramente non verrà meno - garantisce il sindaco Alberto Gavazzi - sebbene è innegabile che vista la situazione del tutto imprevista ci si debba organizzare con urgenza». Su questo fronte anche il dimissionario Amira dà le sue garanzie: «Il 90% della manifestazione è pronta, sono state già avviate le prevendite online, abbiamo predisposto tramite l’associazione operatori Val Masino un nuovo percorso in Val Masino - afferma -. Sono state coinvolte le associazione, i sommelier, rivisti alcuni percorsi e ricevuto le etichette e nel limite del possibile rimarrò come riferimento per le fasi finali». Ma le dimissioni restano irrevocabili. Amira ha voluto parlare anche dal suo profilo Facebook: «Ho dato tutto me stesso a discapito di persone e cose più importanti, nonché della salute stessa - si legge nel post -. Non ho più la testa e il fisico per proseguire. Ora, anche per necessità, tornerò alla mia vita, a come ero. Non pretendo capiate, ma che almeno lo rispettiate. Grazie».

Parole che ribadisce: «Non ce la facevo proprio più, il mio lavoro, il consorzio. Dopo due anni fondamentalmente non riuscivo più a portare avanti entrambi insieme». Amira sgombra il campo da qualsiasi lettura politica che vorrebbe le sue dimissioni legate al cambio di amministrazione comunale (Amira era presidente durante la giunta dell’ex sindaco Andrea Ruggeri). «Capisco che la mia uscita di scena possa essere vista come politica, ma sarebbe un lettura sbagliata, fuori strada». Anche il sindaco Gavazzi non entra in «questa interpretazione, di fronte all’evidenza anche in forma scritta di questioni personali e di salute allora mi fermo perché non faccio un processo alle intenzioni. E ripeto, nonostante questo le iniziative, Cantine in testa, non si fermano anche perché non è nell’interesse di nessuno, ci sono professionalità e competenze per poterle realizzare».

Mentre l’ex presidente esplicita le sue ragioni nella lettera di dimissioni inviate al sindaco e al consorzio. Amira ringrazia i soci del consorzio e «l’amministrazione Ruggeri, che nel 2017 ha riposto nella mia persona la fiducia di prendere parte a questa esperienza e con l’auspicio di aver fatto il meglio che potevo ringrazio l’attuale amministrazione che ha supportato le varie iniziative in essere dalla sua nomina. Purtroppo, negli ultimi mesi, ponderata tale personale decisione, mi trovo costretto, per motivi di salute e personali, a dimettermi come presidente e membro del Cda, rimettendo le mie deleghe all’attuale amministrazione comunale. Conscio che questa decisione, a livello personale, causa affetti e salute, sia differentemente interpretabile dalla sua reale natura, chiedo cortesemente a tutti voi, di avere rispetto di tale scelta».


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