«Il presepe, simbolo da non oscurare»
Il presepe sul Crap, nel cuore del centro storico in Scarpatetti a Sondrio (Foto by foto archivio)

«Il presepe, simbolo da non oscurare»

Scuola, cultura e valori. Il dirigente scolastico Fabio Molinari condivide le parole del ministro Bussetti: «Il processo di inclusione fra gli studenti non viene certo meno davanti alla presenza di una Natività».

Una tradizione, quella del presepe, da rispettare, ma soprattutto da non nascondere nelle scuole: «Mi trovo perfettamente in linea con quanto sostenuto dal ministro dell’Istruzione circa l’importanza, che il presepe ricopre quale simbolo della nostra identità, della cultura e dei valori».

Piena condivisione della massima autorità scolastica di Valtellina e Valchiavenna, Fabio Molinari, dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale (Ust – ex-provveditorato), dopo l’esplicito invito rivolto da Marco Bussetti alle scuole di non “oscurare” le rappresentazioni della Natività. Parole, quelle del ministro, apparse sulla stampa nazionale dopo la querelle esplosa nelle scuole di Favaro, in Veneto, dove si è deciso di non allestire il presepe all’interno degli istituti. «Crocifisso e presepe sono simboli dei nostri valori, della nostra cultura - la sottolineatura di Bussetti in un’intervista pubblicata sabato 1 dicembre sul “Corriere della sera” -, delle nostre tradizioni e della nostra identità. E penso che il Natale vada festeggiato. Senza remore: la vera integrazione non si fa nascondendo, ma condividendo le proprie tradizioni».

Natività “scolastiche” da non nascondere, dunque. Cosa che a Sondrio è sotto gli occhi di tutti. Di chiunque nei prossimi giorni, dall’8 di dicembre in poi, deciderà di concedersi una passeggiata lungo le principali vie del centro città. A cura degli alunni delle scuole paritarie Pio XII - una tradizione che si rinnova da anni ormai – è la rappresentazione allestita in piazza Teresina Tua Quadrio, sul palco della Garberia. Una Natività “raccontata” con sagome a grandezza naturale, multicolori, che ricreano l’atmosfera che si respirava a Betlemme. Sono artefici da diversi anni del presepe sul Crap, nel cuore del centro storico in Scarpatetti, gli alunni della scuola media Sassi, che fa parte dell’istituto comprensivo “Paesi orobici”, che lo realizzano insieme all’associazione culturale Scarpatetti con figure policrome illuminate.

Ma non è solo la città capoluogo con le sue scuole a rappresentare la Natività: «Una tradizione che, soprattutto nella provincia di Sondrio, è ben salda e radicata. Dalle scuole alle piazze dei comuni di Valtellina e Valchiavenna – la constatazione di Molinari -, ho potuto notare che le riproduzioni della Natività occupano numerosi spazi e penso che la loro presenza non contribuisca ad urtare la sensibilità di nessuno».

Esattamente quanto ha detto il ministro Bussetti: «Chi pensa che l’inclusione si faccia nascondendoli, è fuori strada». Tant’è: «Il processo di inclusione fra i giovani e all’interno degli istituti scolastici non viene certo meno dinnanzi alla presenza di un presepe - prosegue Molinari -. Sono convinto, che la vita all’interno delle nostre scuole si debba sempre fondare sul rispetto reciproco e sulla tolleranza. La scuola deve essere il luogo dell’inclusione per eccellenza, dove le diversità, tanto fisiche quanto sociali e culturali, si fondono in un clima di perfetta armonia».


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