Il Piccolo Tibet  riaccende le luci  «Pronti a ripartire»
Livigno durante le feste natalizie: le attività sono pronte a ripartire (Foto by archivio)

Il Piccolo Tibet

riaccende le luci

«Pronti a ripartire»

Attesa per il via libera al riavvio degli impianti. Su 64 albergatori, 63 affermano che apriranno l’attività. «Speriamo così almeno di poter pareggiare le spese»

C’è gran voglia di ricominciare nel Piccolo Tibet, di rompere la desolazione di un paese con le tante serrande abbassate da mesi. Un’atmosfera di desolazione irreale per Livigno abituata a vivere 24 ore al giorno.

Un torpore che non fa certamente parte del Dna livignasco, qui nella normalità le giornate sono frenetiche. Il passaggio alla zona gialla da lunedì ha consentito ai vari ristoranti di poter riaprire. Ora ci sono gli alberghi in rampa di lancio. Anche loro desiderano quanto prima rimettersi in gioco.

«Abbiamo effettuato un sondaggio al quale hanno risposto 64 albergatori di Livigno - rivela il presidente di Atc Livigno (associazione turismo e commercio) Marco Cola -. Abbiamo chiesto se avessero aperto le loro strutture nel caso il 15 febbraio aprissero gli impianti di risalita. In 63 hanno risposto di sì, l’albergo che non apre invece resterà chiuso perché sono in corso lavori di ristrutturazione. Un dato che la dice lunga sulla voglia di ricominciare, di creare un’atmosfera diversa in paese, di riportare un po’ di ottimismo anche fra i nostri compaesani».

Se davvero il 15 febbraio ci fosse il tanto sospirato semaforo verde per la stagione invernale, poi la stagione proseguirà fino a inizio maggio, almeno negli ultimi anni è sempre andata così.

Due mesi e mezzo di lavoro quindi per gli alberghi, pochi per recuperare il mancato guadagno dei mesi di chiusura, ma sufficienti per uno scopo ancora più nobile.

«Vogliamo aprire gli alberghi il prima possibile per dare da lavorare ai nostri dipendenti - afferma Cola a nome della categoria alberghiera livignasca -. Il personale è stagionale e quindi ha concluso il periodo di disoccupazione e non percepisce nulla, non ha diritto alla cassa integrazione. Abbiamo persone che da tanti anni si sono trasferite nel Piccolo Tibet per lavorare, ed ha portato la famiglia qui. È giusto che noi in questo momento così delicato li aiutiamo, così come loro hanno dato una grande mano a noi finora venendo a lavorare a Livigno, contribuendo al successo turistico della nostra località».


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