Il Piccolo Tibet guarda alle Olimpiadi  «Colleghiamo il Mottolino e il Carosello»
La zona in cui dovrebbe passare il collegamento tra gli impianti

Il Piccolo Tibet guarda alle Olimpiadi

«Colleghiamo il Mottolino e il Carosello»

L’intenzione del Comune è quello di riuscire ad “unire” i due impianti in tempi brevi. Approvato il progetto di fattibilità: «Entro due anni dobbiamo ottenere tutte le autorizzazioni»

Presentarsi alle Olimpiadi del 2026 con gli impianti sciistici di Mottolino e Carosello uniti. Il Comune di Livigno ci crede e accelera sul collegamento dei versanti in zona San Rocco. Dopo l’approvazione di un progetto di fattibilità in questa località, adesso parte un iter di un anno di procedure per l’acquisizione di tutti i pareri da parte di enti superiori al comune e competenti in materia.

«Il collegamento rappresenta un sogno, e daremo tutto per riuscire a portarlo a casa- afferma il vice sindaco Remo Galli-. Abbiamo approvato un progetto di fattibilità che disegna un collegamento da plaza Placheda e avrà un intermedia e poi salirà vicino al Camanel. È un intervento che mira a creare un collegamento facile e diretto tra i due versanti con un sistema misto (cabinovia e seggiovia coperta) in un zona fondamentale».

«Questa una nuova ipotesi, fatta con il supporto di esperti del settore e da chi deve verificare tutti i vincoli presenti, si aggiunge a un altra ipotesi ancora in campo nella zona di San Rocco, fatta da una società privata. Adesso nel confronto con gli enti superiori uscirà la soluzione possibile». Come tutti i sogni è giusto crederci, ma bisogna essere anche consapevoli delle difficoltà per realizzarlo come riconosce il vice sindaco livignasco: «Sarà una strada  difficile e tortuosa, nella quale le diverse ipotesi dovranno essere condivise con enti superiori, come la Regione, la Provincia e la Sovrintendenza e valutate attentamente. Non sarà facile, la burocrazia soffoca, ma entro due anni dobbiamo ottenere tutte le autorizzazioni necessarie» per un impianto che si vuole realizzare anche se il sogno olimpico non sarà realizzato.

«Spero davvero, che chi dovrà prendere una decisione magari da un ufficio di Milano non si limiti a guardare il nostro territorio in modo distante, ma capisca che le montagne hanno bisogno di nuovi impianti che oggi sono anche collegamenti di viabilità che permetteranno di ridurre il traffico e le auto».


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