Il Parco celebra il ritorno dei gipeti
Attualmente delle tredici coppie di gipeti presenti in Italia, otto sono dislocate tra il Parco dello Stelvio e la Val Venosta

Il Parco celebra il ritorno dei gipeti

Vent’anni fa la nascita del primo esemplare nell’area protetta diede l’avvio al ritorno della specie. Per l’occasione si terrà un convegno internazionale con il professore Hans Frey, viennese, promotore del progetto.

Vent’anni fa, in un nido della Valle del Braulio, nasceva Stelvio, il primo gipeto selvatico nato in Italia, il secondo in assoluto sulle Alpi europee. Per celebrare quella schiusa miracolosa, e le tante che sono seguite sulle nostre montagne, il Parco dello Stelvio ha organizzato una grande festa della natura e della scienza che avrà come protagonista l’imponente re del cielo che, insieme alla sua cugina aquila, è oggi uno dei simboli più prestigiosi dell’area protetta.

Il compleanno sarà festeggiato con un importante convegno scientifico che vedrà coinvolti i maggiori esperti mondiali dei rapaci, a cominciare da Hans Frey, professore veterinario al Richard Faust Zenter di Vienna, che è un po’ il “papà” del progetto di reintroduzione dei gipeti sulle Alpi. L’uccello, preziosissimo nella catena alimentare alpina, dopo essersi estinto ai primi del Novecento sotto i colpi di fucile dei cacciatori, è tornato a popolare le montagne solo da pochi decenni grazie a una proficua collaborazione internazionale. Era il 1976 quando un pool di biologi e naturalisti di tutta Europa iniziò ad elaborare uno studio di fattibilità volto a ricreare dapprima una popolazione di gipeti in cattività, partendo dai pochi esemplari ancora presenti negli zoo. Dopo dieci anni di lavoro, coordinato dalla Vcf (Vulture conservation foundation) e patrocinato da Wwf, Iucn e Frankfurt Zoological Society, nell’86 alcuni esemplari cominciarono ad essere rilasciati nei grandi parchi alpini, dove la massiccia disponibilità di ungulati e il divieto di caccia garantivano le migliori condizioni di sopravvivenza. Il Parco dello Stelvio, che fu presto coinvolto nell’iniziativa, si rivelò come uno degli habitat preferiti dal gipeto. Nel 1998, infatti, da una coppia di genitori svizzeri, in Valle del Braulio è nato Stelvio: in assoluto il secondo piccolo venuto alla luce in natura dopo quello nato in Alta Savoia nel 1997.

«Ad oggi - dice con soddisfazione Enrico Bassi, ornitologo del Parco dello Stelvio e tra i maggiori conoscitori al mondo della specie - ben otto delle 12-13 coppie di gipeto censite in Italia vive nel contesto dello Stelvio e della Val Venosta». Per sottolineare l’importanza del contributo valtellinese al progetto di reintroduzione di questo straordinario avvoltoio delle Alpi, il Parco ha programmato diversi eventi che si svolgeranno a latere del censimento in contemporanea su tutto il territorio dell’area protetta, in calendario per il prossimo sabato 17 marzo. Quel giorno 230 volontari provenienti da tutta Italia (e quest’anno anche dall’estero) percorreranno insieme le montagne per fotografare la popolazione di gipeti presente nei vari settori del Parco. In questo periodo infatti inizia la schiusa delle uova che vengono deposte tra dicembre e gennaio così da aprirsi quando, avviato il disgelo, il manto nevoso restituisce in abbondanza le carcasse dei cervi e degli altri ungulati, che costituiscono la dieta principale del gipeto.


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