Il nido “Lo Scricciolo” non ha riaperto  «C’era solo una famiglia interessata»
Il nido “Lo Scricciolo” in via Legnone. «Non significa che chiuderà per sempre», dice il sindaco

Il nido “Lo Scricciolo” non ha riaperto

«C’era solo una famiglia interessata»

Delebio, il servizio nello stabile di via Legnone non è ripartito con il mese di settembre. Il sindaco: «Per la cooperativa era un’ipotesi non conveniente, ma seguiamo la situazione».

Salta il servizio del nido nello stabile di via Legnone. A settembre l’asilo nido “Lo Scricciolo” non è partito, ma la giunta guidata dal sindaco Erica Alberti garantisce di essere alla ricerca di «una soluzione i tempi rapidi per il servizio nello stabile comunale». La questione è stata sollevata nell’ultimo consiglio comunale dalla minoranza di Flavio Girolo, che ha chiesto conto «del futuro dell’asilo visto che la struttura non è stata ancora aperta - le parole di Girolo -. Qual è la volontà dell’amministrazione rispetto al servizio garantito sino all’anno scorso dalla cooperativa “Sipuòfare” nata all’interno della Centralina di don Diego Fognini che gestiva una decina di bambini? Servizio di cui i delebiesi posso fruire solamente spostandosi verso altri comuni, Andalo o Piantedo». Lo stabile comunale per i piccoli di via Legnone nel 2008 era stato confiscato ai proprietari per reati di tipo mafioso, poi recuperato e inaugurato come asilo nel 2013. «La cooperativa - ha precisato il sindaco Alberti - aveva una convenzione con il Comune di due anni rinnovabile per altri due e prima del nostro insediamento si è proceduto al rinnovo per ulteriori due anni. Una volta eletti, quindi, ci siamo confronti subito con i rappresentanti della cooperativa e don Diego a luglio e di nuovo nel mese di agosto».

E ancora: «Nei giorni scorsi la cooperativa ci ha fatto sapere di essere in attesa di iscrizioni per potere aprire la struttura. Dopo la pausa estiva, pochi giorni prima di settembre, sono state ricevute alcune disdette e quindi c’era solo una famiglia interessata al servizio».

A quel punto la cooperativa ha deciso «in modo autonomo» di non riattivare il servizio, dovendo garantire «comunque la compresenza di due educatori anche per un solo bambino frequentante, un’ipotesi economicamente non conveniente. In ogni caso siamo in contatto con la cooperativa, la situazione quindi è in evoluzione e il fatto che il nido non abbia aperto a settembre non significa che chiuderà per sempre, né che l’amministrazione si sia disinteressata alla problematica, che contiamo di risolvere nell’interesse della popolazione». La minoranza ha chiesto ragguagli anche sulla chiusura del ponte di Torrazza dopo l’ondata di maltempo e il conseguente dissesto idrogeologico che a giugno ha interessato l’abitato di Delebio. «Come mai non esiste ancora uno studio sul ponte e non è stato affidato un incarico per stabilire le condizioni dell’infrastruttura?» ha domandato Girolo.

Il sindaco ha precisato come sul ponte i tecnici abbiano effettuato le dovute verifiche «appena verificatasi la frana. Formalmente un incarico non è stato dato, ma i sopralluoghi dei tecnici durante il maltempo ci hanno sconsigliato in questa fase, per ragioni di sicurezza e finché non si mette mano al ponte, di aprire il passaggio anche ai pedoni, cosa che ho precisato di persona anche ai residenti di Torrazza, che mi hanno presentato le loro istanze».


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