Il naufragio di Bormio marketing

«Tutta colpa di Bormio che voleva comandare», rimarcano Valdidentro, Valdisotto e Valfurva - «È vero che lì si incassa il 57% dell’imposta di soggiorno, ma il nostro territorio è ben più ampio»

Il naufragio di Bormio marketing

«Bormio affonda Bormio marketing». Forte e puntuale la posizione di tre delle quattro proloco che compongono l’assemblea dell’associazione turistica mandamentale che, dopo oltre un anno di tira e molla, è definitivamente naufragata. L’annuncio, con quell’ «affonda» che vale più di mille parole, è stato dato ieri in un comunicato stampa congiunto a firma dei tre presidenti e dei tre sindaci di Valdidentro, Valdisotto e Valfurva. Tutta colpa di Bormio – a detta degli altri tre - e di quella nota, datata 18 gennaio, nella quale la pro loco Bormio ha comunicato l’intenzione di non voler nominare alcun rappresentante in seno al consiglio direttivo di Bormio marketing, una decisione che «chiude – hanno commentato gli altri tre Comuni e le altre tre pro loco - ogni possibilità di ripartenza della stessa Bormio marketing (Bmm)». A detta delle altre tre realtà, la ragione della scelta della pro loco di Bormio risiederebbe nel fatto che, quest’ultima, vorrebbe una maggiore rappresentatività in quanto le maggiori strutture ricettive e, per contro, il più alto introito della tassa di soggiorno, è da attribuire a Bormio. «Insomma, o comanda Bormio – hanno commentato le altre tre pro loco e gli altri tre sindaci - o Bormio marketing non deve esistere. Ma Bormio non può dimenticare che l’offerta turistica dell’Alta Valle è legata principalmente all’ambiente ed al territorio, del quale Bormio, rispetto all’intero comprensorio, ha solo il 7%. Bormio ha affossato Bormio marketing e non potrà continuare, con un atteggiamento goffamente vittimistico, ad addossare sempre le colpe e le responsabilità ad altri».

Leggi l’approfondimento sull’edizione de La Provincia di Sondrio del 23 gennaio

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