Il Morelli riparte  e l’ortopedia  fa subito scuola
Un’ala dell’ospedale Morelli

Il Morelli riparte

e l’ortopedia

fa subito scuola

Eseguito per la prima volta in Lombardia un intervento all’anca con protesi “su misura” «Anche in realtà periferiche si può trovare il meglio»

La ripartenza post Covid-19 all’ospedale Morelli di Sondalo regala un evento storico. Ieri mattina, per la prima volta in Lombardia l’équipe ortopedica diretta dal dottor Claudio Bonizzoni, direttore dell’Unità operativa complessa di Ortopedia e Traumatologia, ha eseguito un intervento di sostituzione protesica dell’anca, con accesso anteriore mini invasivo, utilizzando il sistema di posizionamento ottimizzato, che consente di inserire un impianto basato sul profilo di movimento del paziente. Verrebbe da dire a ognuno la propria anca, visto che la protesi nasce dopo uno studio al computer sui movimenti dell’anca, ed è quindi costruita ad hoc per chi la riceve.

In sala operatoria

L’intervento, che è stato eseguito su un settantenne con problemi di coxartrosi e di motilità spino-pelvica, ha avuto esito completamente positivo. «In sala operatoria - spiega il dottor Bonizzoni -, usando le apposite strumentazioni realizzate per il singolo paziente, siamo certi di costruire la nuova anca in modo ottimale per evitare sia lussazioni sia un consumo eccessivo, perché ogni paziente si muove in modo diverso e la sostituzione totale deve essere ottimizzata tenendo conto di questo dato di fatto. Grazie a questa tecnica, prima dell’intervento possiamo decidere la migliore posizione di impianto delle protesi senza usare un navigatore specifico di sala operatoria». Un primato che non rappresenta una novità assoluta per l’ospedale Morelli dove da nove anni è in uso una tecnica mini invasiva per l’impianto di protesi d’anca, detta “Bikini”, che attrae pazienti da fuori provincia e anche da altre regioni italiane. Questa speciale tecnica, così nominata perché segue la piega inguinale, oltre a garantire un evidente migliore risultato estetico, consente di impiantare la protesi senza dover sezionare, nemmeno parzialmente, alcun muscolo, con il risultato di una veloce ripresa funzionale per la minore presenza di dolore dopo l’operazione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA