Il meteo dà tregua, subito al lavoro sul torrente  Lesina
Ecco come si presentava sabato mattina il Lesina in paese

Il meteo dà tregua, subito al lavoro sul torrente Lesina

Delebio, rientrata l’emergenza si valutano gli interventi. L’attenzione resta alta, la montagna sorvegliata speciale. Oggi il punto in una riunione con tecnici e amministratori.

Il meteo dà tregua, così dopo l’emergenza si pensa agli interventi per ripristinare la situazione pre maltempo a Delebio e Andalo. Sono partititi i lavori di pronto intervento e oggi si terrà il tavolo per stabilire le opere strutturali per mettere in sicurezza la frana. Un’area di dissesto che preoccupa per dimensioni, di gran lunga superiori a quello “storico” di Canargo che risale al 2002: il fronte frana, infatti, è di 40mila metri quadrati di superficie e il materiale che potrebbe scendere a valle ha un volume di 400mila metri cubi. Che al momento però sono fermi. Ieri con il bel tempo, che da previsioni durerà per l’intera settima ( dopo le precipitazioni che hanno tenuto sotto scacco Delebio e Andalo Valtellino facendo temere per l’esondazione), nonostante la giornata festiva, la ditta incaricata per lo sgombero del materiale che si è accumulato nel torrente Lesina a Delebio era al lavoro, a dimostrazione che le condizioni hanno urgenza di essere ripristinate.

Così come era al lavoro il sindaco di Delebio Erica Alberti che anche domenica si trovava nella zona di Torrazza nella parte alta dell’abitato per controllare le opere, del resto lei e il collega di Andalo Juri Girolo sono sempre stati sul posto in prima linea accanto alla squadra dei soccorsi e alla popolazione dopo il crollo del versante in Valpianella, grossa fetta di montagna parallela alla storica frana di Canargo che minaccia il fondovalle. Una frana importante che ha costretto all’evacuazione temporanea 50 delebiesi - ora rientrati a casa - e a perimetrare fra i due comuni confinanti, una zona rossa, quella più vicina al Lesina, di pre allerta da sfollare in caso di calamità.

L’attenzione resta alta, la montagna sorvegliata speciale, ma dopo la revoca dell’ordinanza che a scopo precauzionale ha fatto uscire di casa le famiglie considerate maggiormente a rischio in caso di esondazione del Lesina conseguente a un’eventuale cedimento della frana, si comincia a tirare un sospiro di sollievo per partire con la messa in sicurezza.

Sul posto è arrivato anche l’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori che aggiorna sulla scaletta che verrà seguita da domani.

«La situazione di massima crisi è rientrata - spiega - l’apertura nel versante sopra il Lesina c’è, ma se per ipotesi dovesse collassare il materiale non andrebbe a finire direttamente sulle case e questo è già l’aspetto meno negativo. Il problema è che l’eventuale materiale distaccato dal versante potrebbe entrare nel Lesina e quindi creare un effetto diga. Questo, però - rimarca l’assessore - significa che ci sarebbe comunque il tempo necessario per attuare il piano di sicurezza e sfollare la gente». Ora è il momento di pensare alle azioni da mettere in campo. «È partito il pronto intervento per la bonifica dell’alveo - ancora Sertori - quindi ci sono una serie di interventi strutturali che adesso stiamo mappando e rilevando e che lo staff regionale del territorio è chiamato a programmare da oggi in un tavolo tecnico con gli amministratori locali e la dirigente della Regione Lombardia, sede di Sondrio, Adriana May. È già stata contattata anche l’Arpa ( Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente). Dal tavolo emergerà la tipologia di monitoraggio più pertinente , efficace ed efficiente per miniare la frana».

Dopo la riunione tecnica operativa i tempi di attuazione dell’intervento saranno brevissimi, si parla di pochi giorni.


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