Il Melloblocco non si farà in Val Masino
Migliaia gli appassionati che ogni anno arrivavano in Valle da tutto il mondo per Melloblocco (Foto by archivio)

Il Melloblocco non si farà in Val Masino

Niente accordo tra Comune e consorzio turistico: per il secondo anno l’evento non si terrà qui. Ma c’è chi lascia intendere che si possa organizzare altrove. Magari nuovamente nella vicina Svizzera.

La frittata è fatta: salta l’accordo fra Comune e consorzio e salta il Melloblocco in Val Masino. Per il secondo anno consecutivo, a meno di un clamoroso colpo di scena, la Valle resta orfana del suo evento di maggiore richiamo per colpa di tensioni politiche che hanno tracimato ben oltre i banchi comunali. Ci avevano creduto gli operatori turistici della vallata fra i quali ieri si è diffuso un palpabile malumore, il prefetto Giuseppe Scalia, il presidente della Provincia Elio Moretti, chiamati a mettere pace fra i due contendenti, Comune e consorzio turistico Valtellina di Morbegno, che avrebbero voluto organizzare il più grande raduno internazionale di arrampicata sui massi del mese di maggio nato e cresciuto in Val Masino e Val di Mello.

Nell’ultimo atto della vicenda il Comune ha dato il via libera all’organizzazione del Melloblocco e alla cogestione della manifestazione sportiva con il consorzio a condizione che nello staff organizzativo vi fosse una delegazione in rappresentanza del municipio. A sua volta il consorzio guidato dal vicepresidente Alan De Rossi ha dettato le sue regole: il ritiro delle dimissioni dal consorzio da parte del Comune. L’amministrazione comunale di Simone Songini su questo punto è stata, però, irremovibile (il Comune si era dimesso perché, mentre stava organizzando il “Mello” con gli operatori, si è sentito scavalcato dall’improvvisa entrata in scena del consorzio).

Forse adesso l’intenzione del consorzio è di spostare questo o il prossimo anno la competizione fuori dalla Val Masino, come è successo l’anno scorso quando Michele Comi, proprietario del marchio Melloblocco insieme con Stefano Scetti, dipendente del consorzio, tecnico storico del Melloblocco, ma anche capogruppo della minoranza in Val Masino e quindi parte avversa all’attuale giunta in municipio, avevano portato la manifestazione in terra elvetica.

Lo lascia intendere, o meglio aggiunge confusione, la chiusura sibillina del comunicato stampa diffuso ieri dall’ente turistico. «Siamo dispiaciuti, ma non rassegnati: faremo il possibile per evitare che la Valtellina perda per il secondo anno consecutivo Melloblocco». Cosa ci sia sotto la frase non è dato saperlo, il consorzio non dice di più. Risponde di no, invece all’accordo con il Comune perché «abbiamo chiesto di ritirare le dimissioni a suggello dell’accordo. Con grande rammarico non abbiamo trovato la disponibilità del Comune: in assenza della collaborazione, auspicata e necessaria, non è stato quindi possibile trovare l’accordo». Il consorzio dice di essersi interessato al Melloblocco per evitare che l’iniziativa finisse di nuovo «in Svizzera o altrove, vanificando gli sforzi profusi da enti pubblici e operatori privati nel sostegno alle quattordici edizioni precedenti. Il nostro territorio, è la nostra convinzione, non può permettersi di perdere Melloblocco». Il sodalizio turistico parla della sua proposta «inviata martedì scorso a Comune e operatori, di una bozza di accordo per l’organizzazione con il Comune di Val Masino e l’associazione contemplando la costituzione di un comitato organizzatore composto da otto membri: due ciascuno indicati dal consorzio, dal Comune e dagli operatori, oltre a due consulenti tecnici. Avevamo inoltre ritenuto fondamentale lo sviluppo di un programma triennale per dare stabilità organizzativa all’evento e dare garanzie ai partecipanti e agli sponsor».


© RIPRODUZIONE RISERVATA