«Il green pass?  Una buona notizia  per il nostro turismo»
Escursionisti in Valmalenco (Foto by gianatti)

«Il green pass?

Una buona notizia

per il nostro turismo»

Operatori soddisfatti dalla certificazione che consentirà gli spostamenti anche fra zone rosse e arancioni

«Il green pass? Finalmente una buona notizia». Piace agli operatori della provincia di Sondrio il lasciapassare nazionale per muoversi tra le regioni in Italia, prima ancora che tra gli Stati europei, annunciato per la metà di questo mese dal presidente del consiglio Mario Draghi.

Dal 15 maggio, quando scadrà l’ordinanza del ministro della Salute che ha imposto la quarantena di 5 giorni per chi entra in Italia da un Paese dell’Ue (per gli altri i giorni sono 14), chi arriverà in Italia potrà farlo liberamente purché in possesso della carta verde: una certificazione che attesti l’avvenuta vaccinazione o l’esito di un tampone negativo fatto nelle 48 ore precedenti piuttosto che l’avvenuta guarigione dal covid da non più di sei mesi.

Un pass che mette l’Italia in linea con altri Paesi concorrenti in chiave turistica come Spagna e Grecia e che spinge gli operatori a guardare al futuro con maggiore fiducia. Anche quelli della provincia di Sondrio che hanno alle spalle un inverno da dimenticare.

«Siamo molto contenti - dice Roberto Galli presidente provinciale di Federalberghi che ha la sua attività ricettiva a Livigno -. Potrebbe finalmente essere una prima svolta, tra l’altro inaspettata nei tempi, in un momento di grande incertezza. Come Federalberghi nazionale avevamo chiesto già da tempo la possibilità di introdurre un green pass per far ripartire il turismo. Non possiamo che valutare positivamente questa accelerazione da parte del Governo».

La certificazione consentirà infatti anche agli stranieri di tornare in Italia, una clientela importante per il comparto turistico in generale e anche per l’economia della montagna. «Finora per chi voleva venire c’era la quarantena a cui sottoporsi - ricorda Galli -, cosa che scoraggiava soprattutto i soggiorni più brevi. Ora invece con l’introduzione del pass chi vorrà venire potrà farlo più tranquillamente».

Anche Roberto Pinna, direttore del Consorzio turistico Sondrio e Valmalenco, accoglie favore l’annuncio di Draghi per l’introduzione del green pass.

«Ben venga tutto ciò che può garantire il futuro delle comunità e che può far ripartire il turismo - dice Pinna -. Abbiamo bisogno di uscire anche psicologicamente dalla pandemia e se il sistema supporta questo passo avanti siamo contenti».

Un’operazione di buon senso, come la definisce, che potrà rimettere in gioco le località turistiche della Valle, Pinna non è preoccupato dall’eventuale difficoltà nel garantirsi i tamponi. «Anche quest’inverno chi arrivava dall’estero, e penso agli atleti dello sci in particolare - ricorda - doveva avere un tampone entro le 72 ore. Noi in ufficio dal primo ottobre ad oggi essendo a contatto con il pubblico ne abbiamo fatti 12, direi che non è un problema. Quanto ai costi anche chi viaggia deve spesso pagare dei visti d’ingresso nei vari Paesi». Al netto della gestione del pass di cui ancora non si conoscono i dettagli il giudizio è del tutto positivo.


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