Il giudice: «L’anziano va vaccinato»  Nonostante il no della figlia
Se i parenti si oppongono alle vaccinazioni del proprio caro in casa di riposo decide il giudice

Il giudice: «L’anziano va vaccinato»

Nonostante il no della figlia

Accolto il ricorso presentato dalla Fondazione della casa di riposo di Sondrio dopo il no della figlia dell’anziano

L’ospite della casa di riposo di Sondrio, per il quale era stato presentato ricorso, dovrà ricevere la prima dose. La struttura del capoluogo si era rivolta al giudice tutelare contro la decisione dei parenti, e in particolare la figlia, di non sottoporlo a vaccinazione anti-Covid. Ora dunque andrà fatta, ma non subito.

In questi giorni Carlo Camnasio, giudice tutelare del Tribunale di Sondrio, chiamato appunto a dirimere eventuali controversie in tema di vaccinazione, ha accolto quello presentato dalla Fondazione casa di riposo Città di Sondrio l’11 gennaio scorso.

Erano due, in realtà, gli ospiti (uno della Rsa di via Don Guanella, uno della struttura di via Lusardi) per i quali i familiari avevano negato il consenso alla somministrazione.

Ma per uno di loro, dopo il ricorso presentato su decisione del direttore sanitario Carlo Fiori, i parenti hanno poi deciso di fare un passo indietro autorizzando la vaccinazione. Netta, invece, la posizione della figlia dell’altro anziano, non in grado di decidere per sé, e il caso è finito in Tribunale.

Ma la vicenda potrebbe non chiudersi così, con l’accoglimento da parte del giudice Camnasio del ricorso da parte della Rsa. Infatti la figlia dell’ospite ora ha davanti tre possibili strade: potrebbe rimettersi alla decisione del giudice tutelare e dire sì alla somministrazione de vaccino; oppure potrebbe decidere di ritirare il padre dalla casa di riposo, questo entro circa una settimana.

Oppure, la figlia dell’ospite potrebbe presentare ricorso contro la decisione del giudice tutelare e, in questo caso, a valutare l’impugnazione e il suo accoglimento sarebbe la corte collegiale del Tribunale sondriese.

Quindi in ogni caso ora i parenti sanno che se dicono no, deciderà il giudice.


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