Il futuro della Trivulzia: «Con la nuova bretella ci sarà più sicurezza»
La zona di Samolaco interessata dalla nuova viabilità

Il futuro della Trivulzia: «Con la nuova bretella ci sarà più sicurezza»

Samolaco, il dibattito entra nel vivo. Dopo le polemiche un comitato popolare a supporto dell’opera.

Il dibattito sulla nuova bretella della Trivulzia fra Ponte Nave e il Ponte di San Pietro si fa vivace e ora c’è anche un comitato popolare a supporto dell’opera.

Un intervento promosso dal Comune di Samolaco e dalla Comunità montana, che non piace ad alcuni esponenti ambientalisti e ai vicini di Gordona. Come premettono dal comitato, il progetto riguarda la costruzione di una strada di collegamento della provinciale Trivulzia. Il tracciato si estende per circa 2700 metri, con due corsie e pista ciclopedonale laterale e la superficie da espropriare è completamente destinata a produzione agricola. Inoltre l’accesso ai fondi agricoli intercettati dalla nuova infrastruttura viene garantito dalla realizzazione di una strada di servizio. In pratica prima del bivio per il centro sportivo comunale si gira a destra e, anziché attraversare il centro di Era e costeggiare le abitazioni di San Pietro, si potrà tirare dritto verso il rettilineo parallelo all’area industriale, quello dove ha sede Vallespluga Spa.

«Il tracciato in esame si configura come il primo lotto di un progetto più ampio, alleggerendo il traffico sulla 36 - nei centri abitati di Novate Mezzola, Somaggia e San Cassiano - e sulla Trivulzia a Era e San Pietro – sottolinea il portavoce del comitato Attilio Vener, che in passato è stato impegnato a Samolaco come consigliere comunale -. Il profilo longitudinale di progetto non incide in modo rilevante sulla morfologia dei luoghi e complessivamente il tracciato non genera effetti significativi sotto l’aspetto geologico, geomorfologico, idrogeologico e dell’idrologia superficiale».

Il comitato dei cittadini pro tangenziale si sofferma anche sulla contrarietà manifestata la Legambiente e dal Comune di Gordona.

Nei giorni scorsi, infatti, l’associazione guidata da Lorenza Tam aveva rilevato che «si tratta di un’ infrastruttura che seppur posta vicino all’argine del fiume, è un elemento che peggiora lo stato attuale di conservazione di quel tratto di Piana di Chiavenna, un luogo con habitat e specie animali da tutelare secondo l’Unione Europa». Il sindaco di Gordona Mario Guglielmana ha espresso preoccupazione. «La piana, rispetto ad altri fondovalli alpini, ha mantenuto fino ad oggi quella consistente configurazione di “spazio aperto” che è sicuramente l’esito virtuoso di scelte lungimiranti dei governi locali che si sono sforzati di lavorare in modo coordinato».

«Apprendiamo con stupore le dichiarazioni di amministratori o rappresentanti di associazioni ambientaliste od animaliste che sono contrari alla realizzazione dell’opera. Probabilmente vivono su un altro pianeta – replica il comitato -. Diciamo loro che non è possibile bloccare lo sviluppo e la costruzione delle infrastrutture necessarie, sempre nel rispetto del territorio e dell’ambiente che è meraviglioso e dobbiamo preservare». Ci sono due altri aspetti da tenere al centro dell’attenzione. Il primo è il miglioramento della sicurezza, «visto che l’attuale strada Trivulzia è spesso teatro di gravi incidenti». L’altro riguarda la realizzazione della parallela pista ciclopedonale «che ha rilevanza turistico-ambientale e andrebbe a completare l’ampio percorso che negli ultimi anni è stato realizzato in Valchiavenna, da Villa a Verceia».

Anche il sindaco Michele Rossi difende quest’opera «che tutela la popolazione di vari paesi, visto che il traffico pesante diretto all’area industriale di Gordona non attraverserà più centri abitati, ma andrà dritto verso il proprio obiettivo, grazie alla riqualificazione di una strada già esistente».


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