Il Festival ai saluti  La versione estiva  ha convinto tutti
Anna Torretta parla del suo libro con Luca Calvi

Il Festival ai saluti

La versione estiva

ha convinto tutti

Sondrio Donne protagoniste anche nell’ultima serata

Due donne chiudono Sondrio Festival, a conferma della forza dell’elemento femminile nella rassegna estiva che aveva già ospitato venerdì la travel blogger Marika Ciaccia. Dialoga con Luca Calvi l’alpinista Anna Torretta, pluricampionessa di arrampicata su ghiaccio, unica donna tre le guide alpine di Courmayeur, madre di due bambine.

Ripartire dopo le cadute

Presenta il suo nuovo libro “Whiteout”, parola ben nota a chi va in montagna che definisce la situazione limite da cui è difficile uscire, il bianco dappertutto che toglie orientamento. Anna, insieme a Dorota Bankowska, palombara polacca in un mondo sommerso di uomini e Eleonora Delnevo, rimasta paralizzata dopo una caduta in cascata di ghiaccio, racconta una storia di amicizia e collaborazione, tre donne alle prese con svolte decisive della loro vita: «Nella fine, spesso, può esserci un nuovo inizio. Eleonora, con grande tenacia, è riuscita ad arrampicare ancora, solo con la forza delle braccia, a fare canoa e parapendio».

La Torretta, che avvia alla montagna donne e bambini («cerco di assecondare una passione che deve soprattutto venire dall’interno») si è fatta ambasciatrice del femminile in un ambiente di uomini. E si è inventata l’ice sliding, nuovo sport inclusivo che consente a tutti di “arrampicare in orizzontale”, superando handicap e difficoltà mentali e fisiche. «Perché il vero traguardo sta nella partenza», afferma sorridendo.

L’altra donna della manifestazione è Daniela Berta, presidente della Giuria internazionale di Sondrio Festival che con il numero uno del comitato scientifico Nicola Falcinella ha fornito qualche aggiornamento sulla trentacinquesima edizione in cantiere ad autunno, ci si augura in presenza.

«Abbiamo ricevuto circa 111 documentari provenienti da 28 paesi del mondo. Ora procederemo alla selezione che come sempre tiene conto di criteri di scientificità, qualità ma anche di provenienza geografica, cercando di rappresentare un po’ tutti i continenti», ha detto Falcinella.

Mostra su Bonatti

Daniela Berta ha sottolineato «l’enorme bellezza che questi documentari portano nelle nostre vite” e presentato un video sul Museo della Montagna di Torino, che dirige. Un polo culturale che abbraccia le culture della montagna, con collezioni permanenti, attività di ricerca ed eventi.

«Il 22 giugno, proprio nel giorno del suo compleanno, inaugureremo la grande mostra su Walter Bonatti, grazie anche ai materiali del suo archivio che ha sede nel museo», ha annunciato.

In mezzo, un’ altra presenza femminile è stata quella di Ivana Zecca, clarinettista del Bosso Concept Ensemble in uno spettacolo di musica, teatro e danza, “Cronica Terra S.O.S”, che sa di denuncia e monito per le condizioni in cui si trova il nostro pianeta. I suoni contemporanei del quartetto (Jorge Bosso violoncello, Paolo Badiini contrabbasso, Davide Vendramin bandoneon) si intrecciano con la danza di Tommaso Monza di Natiscalzi DT che si muove sul palco in mimica eloquente, simboleggiando, su testi di scrittori come Pessoa, Goethe, Leopardi, Keats, il non sempre facile rapporto dell’uomo con la natura ma sottolineando la necessità dell’identificazione con essa, l’urgenza di una salvaguardia prima che sia troppo tardi. Applausi scroscianti hanno salutato l’esibizione, frutto della collaborazione con Alpi in Scena e Serate Musicali. Il Festival si è chiuso con l’ultima proiezione di documentari che domenica ha richiamato ancora pubblico.

Le norme di sicurezza attuali consentono un massimo di 200 spettatori e la presenza media alle serate è stata di 150.


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