Il farmacista con la montagna nel cuore  «Un grande amico e un vero signore»
Marco Capra

Il farmacista con la montagna nel cuore

«Un grande amico e un vero signore»

Aveva 65 anni. La comunità malenca si è riunita venerdì per l’ultimo saluto a Marco Capra. La figlia Giulia: «Ha fatto tanto per Caspoggio, come amministratore e nel mondo sportivo».

Aveva la montagna negli occhi e nel cuore, Marco Capra, 65 anni, nativo di Poggiridenti, ma malenco d’adozione, dato che, dopo aver sposato Francesca, originaria di Primolo, si era trasferito prima a Caspoggio e, poi, a Primolo. Ed è stato nel Santuario della Beata Vergine delle Grazie, che, venerdì alle 14, la comunità malenca si è riunita nell’ultimo saluto a questo suo fedele amico, stretta alla moglie, alla figlia Giulia, al genero Stefano, e alla nipote Elena, 6 anni, e già tanta passione, al pari del nonno, per la montagna e per lo sci.

«Il papà era farmacista a Caspoggio e, per il paese, ha fatto molto - assicura la figlia Giulia, oggi gerente la farmacia di via Pizzo Scalino – sia come amministratore comunale, in quanto è stato vicesindaco e assessore, sia come presidente dell’Associazione sportiva dilettantistica. Il ricordo che conservo di lui, in primis, resta, però, legato all’amore per la montagna. Lui e la montagna erano una cosa sola. Era appassionato di sci, tant’è che mi ha coinvolta da subito, da bambina, in questa passione, spingendomi a gareggiare fino a diventare, io stessa, maestra di sci. Fino a quando ha potuto, compatibilmente col suo stato di salute, negli ultimi anni assai precario, il papà, ha sempre frequentato la montagna, anche in arrampicata, soprattutto con Paolo Masa, suo amico e compagno di cordata, ma anche con Michele Comi. Tutti sono venuti a farci visita, prima del funerale, nella nostra casa di Primolo, ed è stato bello, nonostante la triste circostanza, saperli così vicini».

La famiglia Capra è grata alla comunità malenca di questo affetto che, del resto, il loro congiunto ha saputo meritarsi «pur non essendo una persona particolarmente espansiva o dedita a smancerie – assicura Giulia -, però, certamente, molto disponibile e affidabile».

Un signore, secondo Flaminio Negrini, sindaco di Caspoggio dal 1999 al 2004, «in anni anche piuttosto turbolenti dal punto di vista amministrativo - ricorda – quando ho potuto contare sull’apporto serio di Marco Capra. È stato importante, per noi tutti, averlo in giunta e poter far affidamento sul suo discernimento. Posso dire con certezza che ha fatto molto per Caspoggio, anche come presidente e membro dell’Associazione sportiva dilettantistica».

A tracciarne un profilo “atletico” è Paolo Masa, alpinista malenco, che ricorda «con piacere – assicura – le uscite in montagna, impegnative, fatte con Marco negli ultimi anni, quelli successivi ai suoi primi problemi di salute. Superati i quali, infatti, avevamo affrontato, insieme, in tempi record, lo spigolo nord del Badile, la punta Sertori, via Marimonti, con attraversata del pizzo Badilo, lo spigolo Vinci al Cengalo, e, ancora, diverse ascensioni in Val di Mello fra cui il “Kundalini”.Del resto, Marco era un amante della montagna, dell’escursionismo, dell’arrampicata e dello sci. Per me un grande amico».

Mancato, mercoledì all’ospedale di Sondrio, dopo quasi tre mesi di ricovero, riposa, ora, nel cimitero di Primolo, in posizione dominante, sulle sue vette.


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