Addio al dottor Grazioli  Un medico d’altri tempi
Grazioli ha prestato servizio sia all’ospedale di Sondrio sia alla Lilt, dove ha lasciato un grande ricordo

Addio al dottor Grazioli

Un medico d’altri tempi

Aveva 77 anni ed era stato il riferimento per moltissime pazienti in cura alla Lilt, poi si era ritirato

Ha destato profondo cordoglio, a Sondrio, la notizia della scomparsa di Massimo Grazioli, 77 anni, medico radiologo e oncologo, in servizio sia all’ospedale di Sondrio sia alla Lilt, Lega italiana per la lotta contro i tumori, sempre del capoluogo.

Qui, ha visitato frotte di donne fino al compimento del settantesimo anno di età, quando aveva deciso di ritirarsi, in famiglia, e di stare accanto alla moglie Donatella, sua coetanea, alle prese, già da parecchi anni, con il morbo di Parkinson. Sempre al suo fianco, tuttavia, attivo, sportivo, tanto da essere ricordato da tutti, a Sondrio, per le immancabili uscite di Nordic Walking fra la Valmalenco e il parco Bartesaghi. Che aveva dovuto diradare, tuttavia, dal febbraio del 2019, quando gli era stato diagnosticato il morbo di Alzheimer.

«Che, nel giro di pochissimo, lo ha portato alla morte, avvenuta nella notte tra venerdì e sabato scorsi - racconta Stefano Grazioli, suo figlio, da anni giornalista in Germania -, nella Rsa di via Bernina dove aveva dovuto essere ricoverato il 17 dicembre scorso. Non ce lo aspettavamo un tracollo simile, nemmeno noi familiari. Sì, la situazione era difficile, aggravata, moltissimo, dalle restrizioni per il Covid, perché dal febbraio scorso mamma e papà, seguiti dalla badante, erano entrati in difficoltà. Sia per il fatto di non poter effettuare i controlli di routine previsti, sia, soprattutto con riguardo al papà, per il fatto di non poter uscire, anche solo per una passeggiata con le racchette, che lo aiutava a sfogarsi e ritemprarsi. Perché si dedicava molto all’assistenza della mamma e cercava di non pesare, col suo problema, sulla famiglia, ma credo che le restrizioni abbiano aggravato il decorso della sua malattia tanto da rendere necessario il suo ricovero, a dicembre, in struttura».

È affranto Stefano, che in questi mesi ha fatto più viaggi e più tamponi fra Germania e Italia per stare vicino ai genitori, così come il fratello, Fabio, da anni ai Caraibi per lavoro, è rientrato a Sondrio per stare vicino ai propri cari, assumendo, da poco, il coordinamento del progetto di riqualificazione del quartiere Piastra.

«Siamo commossi dal tanto affetto ricevuto per la morte del papà - assicura Stefano -. Era molto conosciuto, ma non pensavamo a così tanti attestati di vicinanza. Anche perché, il papà, pur scrupolosissimo sul lavoro, cordiale e gentile con tutti, era anche molto riservato, persino schivo».

Aarà possibile dare l’ultimo saluto al dottor Grazioli, domani alle 14, al tempio crematorio di Albosaggia.


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