Il dolore per Tico: «Forte e libero. Ti ricordiamo così»
I ricordi degli amici hanno reso ancora più viva la memoria dell’alpinista scomparso (Foto by foto Gianatti)

Il dolore per Tico: «Forte e libero. Ti ricordiamo così»

Il ricordo del datore di lavoro e dei tanti amici che hanno pregato per Olivo

Masa commosso: «Un felino, il leone delle Rocce».

C’era tutto il mondo dell’alpinismo a dare l’ultimo saluto a Enrico, detto Tico, Olivo, 58 anni, di Vassalini di Chiesa, precipitato giovedì scorso sul Torrione Porro, dove stava attrezzando una via da dedicare a Carlo Bonomi, fra i fondatori del Cai Valmalenco.

La montagna come scuola

Di un incidente sul lavoro si è trattato, perchè Tico Olivo era dipendente della Engeco di Erba, ditta specializzata in questo tipo di lavori, che, per il tramite del suo titolare, Marco Mauri, presente ieri al funerale celebrato alle 16,30, al Santuario della Madonna degli Alpini di Chiesa, lo ha voluto ricordare con una commozione a stento trattenuta.

«Tico veniva dalla montagna che fu la sua scuola – ha letto Mauri – come fu sempre la scuola dei forti e dei liberi. E a me piace ricordarlo così, Tico, forte e libero. E, continuando a salire le montagne, le sue montagne, sono certo che, da dietro, ancora sentirò una voce dire: “le bela, le dura, suu me”».

Subito dopo Mauri ha preso la parola Paolo Masa, uomo di montagna al pari di Tico, che, a sua volta, ha voluto tratteggiare un ricordo del personaggio che fu, l’amico Tico.

«Sono onorato di aver ricevuto le “consegne”, da parte del mondo dell’alpinismo locale – ha detto Masa – di ricordare in questo momento Tico. Amico vero, peraltro, forse l’amicizia di più lunga data che ho mai avuto, perché ci frequentavamo già da bambini, abitando a pochi metri l’uno dall’altro. Giocavamo insieme, facevamo la slitta insieme, a una velocità pazzesca, e, poi, sono venute le esperienze più ardite con la montagna, con l’alpinismo. Ricordo che Tico ha aperto oltre 30 vie in Val Masino che, ancora oggi, sono punti di riferimento per i giovani alpinisti. Era un felino, il Tico, il leone delle rocce».


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