Il dolore per Paolina  «Grazie a chi   ci ha voluto aiutare»
Carabinieri e polizia sul luogo del ritrovamento del cadavere

Il dolore per Paolina

«Grazie a chi

ci ha voluto aiutare»

I familiari della donna scomparsa e poi trovata morta hanno inviato una lettera per ringraziare tutti coloro che si sono prodigati nelle ricerche

Giunge dai famigliari, fratelli e nipoti, di Paolina Gadola, la donna di 71 anni, di Chiavenna, ma originaria di San Bernardo di San Giacomo Filippo, ritrovata in città priva di vita lunedì pomeriggio, un messaggio di ringraziamento a quanti si sono prodigati nelle ricerche.

Innanzitutto, al sindaco di Chiavenna, Luca Della Bitta, che, immediatamente, anche nella sua veste di coordinatore della Protezione civile locale, si è attivato convogliando, nella zona sottoposta a controllo, fra le vie Cerletti, Volta e Raschi, quante più unità di volontari possibili.

«Quindi, a tutte le autorità - fanno sapere i famigliari per il tramite del loro avvocato, Cristian Balatti - e a tutte le persone che si sono prodigate nelle ricerche».

Febbrili, da subito, con un dispiego di uomini e mezzi, interforze, a partire da Vigili del fuoco, di Mese, e gruppi sommozzatori provenienti da Milano, che hanno scandagliato le pozze del Liro, e, ancora, il Soccorso alpino, stazione di Chiavenna, il Soccorso alpino della Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia, Polizia Locale, Protezione civile.

Hanno setacciato il territorio in lungo e in largo, dalle 22 dell’8 gennaio in avanti, passando più volte anche all’altezza del civico 88 di via Raschi, dove, lunedì, alle 15.30, il proprietario di casa si è accorto del corpo della donna, celato dietro alcuni arbusti. Occorreva spostare le ramaglie per intravederlo.

Oggi, la salma, verrà sottoposta ad autopsia, anche se l’ipotesi dominante è che sia morta per il freddo. E. Del.


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