Il dolore innocente  «ci porta al senso  dell’esistenza»
Il cardinale Gianfranco Ravasi

Il dolore innocente

«ci porta al senso

dell’esistenza»

L’eventoSi comincia alle 9 al campus di via Previati

Il cardinal Ravasi: «Interroghiamoci, domande cruciali»

Inizia questa mattina alle 9 il “Cortile dei gentili”. L’iniziativa del Pontificio Consiglio della Cultura costituita per favorire l’incontro e il dialogo tra credenti e non credenti, sbarca per due giorni al Polo lecchese del Politecnico.

Domande fondamentali

Dopo la presentazione di Mario Romano Negri, presidente della Fondazione della provincia di Lecco, sarà la volta del cardinale Gianfranco Ravasi, che introdurrà il tema del “dolore innocente”, problematica su cui si interrogheranno tutti gli ospiti. «Abbiamo scelto questa tematica – ci ha detto il cardinale Ravasi - perché richiama tutti a porsi domande fondamentali in merito al senso della nostra esistenza. Ma poi non dobbiamo dimenticare che il territorio di Lecco è molto sensibile a questo tema. Pensiamo che cos’è “La Nostra Famiglia” di Bosisio Parini o la Fondazione Don Gnocchi, che si rifà a quel grande sacerdote che ha scritto in proposito un testo importante come “Pedagogia del dolore innocente”. Ho citato due realtà ma il territorio lecchese ne ha molte altre a dimostrazione di una sensibilità e di un impegno notevoli. Dunque, aver scelto un tema del genere non è solo una provocazione, rivela una grande attenzione al territorio. Anche i credenti hanno crisi in merito al significato dell’esistenza e per questo le parole dei tanti personaggi che interverranno a Lecco ci potranno certamente aiutare».

Seguirà, poi, un dialogo su “Scienza e coscienza” tra il filosofo Silvano Petrosino e il biologo Carlo Modonesi, che sarà moderato dal giornalista Gad Lerner. «Il dolore non può essere trattato solo dal punto di vista medico o scientifico. – ci ha detto Silvano Petrosino - Il dolore fa pensare e sul dolore bisogna pensare. Per questo dico che una due giorni come quella del “Cortile dei gentili”, dedicata al “dolore innocente”, è motivo di grande onore. Confronti come questo, soprattutto oggi, sono indispensabili. Non si vuole affrontare il dolore solo come un problema da risolvere ma anche come un tema su cui riflettere». L’approccio al tema del dolore di Carlo Modonesi è particolare perché ha il suo punto di partenza non dall’uomo come individuo ma dall’ambiente che lo circonda, una prospettiva diversa dal solito: «Nel dibattito che si svolgerà a Lecco, volevo provare a raccontare come la sofferenza ambientale, di cui ormai abbiamo testimonianze chiarissime, si trasformi in sofferenza sociale e, dunque, in sofferenza degli individui. La sofferenza ambientale ha una ricaduta sulla salute, come dimostrano l’aumento di malattie e patologie anche per quanto riguarda le malformazioni infantili».

Ragazzi lungodegenti

Successivamente vi sarà una testimonianza della giornalista Fiamma Satta. Nel pomeriggio, alle 14.30, avverrà il confronto, proprio sul “dolore innocente”, tra il filosofo Carlo Sini e il giornalista Gad Lerner. Vi sarà poi la testimonianza di Albert Espinosa, l’autore di “Braccialetti rossi”, che è stato lui stesso un ragazzino lungodegente in ospedale e che parlerà di una esperienza esistenziale che lo ha trasformato. Alle 17, monsignor Angelo Bazzari e il filosofo Umberto Curi, moderati da Vittorio Colombo, responsabile dell’edizione lecchese de La Provincia, discuteranno sui confini della ricerca scientifica. La sera incontro con il celebre scrittore e regista Alessandro Bergonzoni anch’egli vicino a chi soffre. Domani, si inizierà alle 9 con una tavola rotonda su “Il sollievo della sofferenza come diritto universale dell’uomo”. Vi parteciperanno il giornalista Emilio Carelli, Vincenzo Valentini, primario di radioterapia, William Raffaelli, presidente Fondazione Isal, e monsignor Francesco Savino. “Faccia a faccia al dolore” è il tema che vedrà protagonisti Alberto Giannini, medico rianimatore, Lidia Maggi, pastora valdese, Mauro Marinari, dell’Associazione Fabio Sassi, Franco Molteni di Villa Beretta e Alda Pellegri della Nostra famiglia. Le conclusioni saranno curate da Massimo Bray, direttore generale della “Treccani”, Giovanni Azzone, rettore del Politecnico di Milano e Diego Minonzio, direttore de La Provincia.


© RIPRODUZIONE RISERVATA