Il digitale in classe, la scuola valtellinese  investe e ci sa fare
Tappa al policampus per “Tablet school”, l’evento di portata nazionale (Foto by foto gianatti)

Il digitale in classe, la scuola valtellinese

investe e ci sa fare

Ieri al policampus di Sondrio la tappa sondriese di “Tablet school” seguita da 100 tra studenti e docenti. L’obiettivo è promuovere metodi didattici innovativi.

Investe e crede nell’utilizzo delle nuove tecnologie in classe, dimostrando di saperci fare la scuola valtellinese. Se n’è avuta prova ieri al policampus di Sondrio, dove ha fatto tappa il “treno” di ImparaDigitale, ente di formazione accreditato dal ministero dell’Istruzione, che ha promosso “Tablet school”, meeting itinerante, che ha registrato la partecipazione di un centinaio di studenti e altrettanti docenti, oltre a dirigenti scolastici, direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga), assistenti tecnici, coinvolti in mattinata in una quindicina di laboratori.

Dalla google classroom per la didattica con il tablet ai giochi con il coding, dallo scratchtelling all’aumento della realtà, alla progettazione per competenze con il curriculum mapping. Sono solo alcuni esempi di “buone pratiche”, di cui si è data dimostrazione nei laboratori, tenutisi in aule degli istituti del campus, dopo il saluto di Mavina Pietraforte, dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale (Ust), che ha fortemente voluto l’evento, finanziato dalla Fondazione Gruppo Credito valtellinese rappresentata al tavolo dei relatori dal direttore Tiziana Colombera, al fianco di Dianora Bardi, l’“anima” di ImparaDigitale, docente di latino del Lussana di Bergamo, la prima insegnante in Italia ad aver sperimentato in maniera massiccia l’uso delle nuove tecnologie nella didattica, in tempi in cui veniva ancora visto come un azzardo.

Preciso l’obiettivo della giornata, rimarcato da Domenico Longobardi, che, insieme a Ivano Moschetti - entrambi all’interno dell’Ust si occupano di nuove tecnologie -, ha coordinato sul territorio l’evento: ossia «promuovere l’utilizzo di metodi didattici innovativi all’interno delle scuole, attraverso la condivisione di esperienze tra gli addetti ai lavori», nonché diffondere l’importanza di un necessario cambiamento nel modo di fare scuola con le nuove tecnologie e «offrire spunti sulla didattica per competenze e rispondere alle esigenze dei partecipanti».

Un’occasione anche per i docenti neo-assunti interessati all’anno di prova e di formazione, ai quali è stato riconosciuto un credito formativo pari a tre ore di attività laboratoriale, valido per il percorso di formazione specifico.

«Un evento di portata nazionale - ha posto l’accento Longobardi - per dare una spinta all’ampliamento della didattica attraverso le nuove tecnologie». A detta dell’esperto, «forte il fermento in tal senso nella scuola valtellinese, che c’è e ci crede, con una più larga applicazione negli istituti comprensivi, meno invece nelle scuole superiori». L’auspico è che “Tablet school”, «diventi un volano, che possa portare alla creazione di una comunità di pratiche, che utilizza le nuove tecnologie con un proficuo passaggio di competenze».


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