Il “Cuore di Tirano” batte per i bambini
Le proposte del “Cuore di Tirano” serviranno a sostenere due importanti progetti per i bimbi malati

Il “Cuore di Tirano” batte per i bambini

Un aiuto nello studio per i piccoli malati di tumore e sostegno per completare Casa Matteo a Colorina. Due i progetti ai quali andrà il ricavato delle manifestazioni proposte nel periodo delle feste natalizie

Il “Cuore di Tirano” raddoppia. Alla riunione delle associazioni per il calendario benefico di iniziative natalizie promosso dalla Pro loco con il contributo dei sodalizi e dei commercianti, sono stati presentati i due nuovi progetti, cui saranno destinati i fondi della rassegna che si terrà fra dicembre e gennaio 2018.

«Il primo è il progetto Anacleto di Univale che sostiene il reinserimento nella classe di appartenenza del bambino oncologico, con lezioni domiciliari nelle discipline dove ci sono maggiori fragilità in accordo con le insegnanti, attraverso l’utilizzo di tecnologie appropriate – spiega Rosanna Fiorina, portavoce della Pro loco - Si aiuta il bambino a superare l’isolamento con collegamenti alla scuola di appartenenza, consentendo all’alunno ricoverato di continuare a sentirsi parte integrante di un gruppo. Inoltre i fondi serviranno per l’acquisto di una nuova auto che verrà attrezzata per portare gratuitamente, come avviene ormai da anni, i bambini malati oncologici nei vari ospedali della Lombardia».

Il secondo  progetto mira a contribuire alla costruzione a Colorina di una casa per poter ospitare gratuitamente i bambini e i genitori, per una vacanza rigenerativa, durante il lungo decorso della malattia. «La casa sarà in ricordo di Matteo che purtroppo ci ha lasciato qualche tempo fa – prosegue Fiorina -, dopo aver combattuto con forza e coraggio contro la malattia. Dopo la dolorosa perdita i genitori hanno voluto raccogliere le ultime energie rimaste per creare una struttura che potesse essere di aiuto ai tanti bambini malati.Presto sarà uno spazio speciale per bambini e ragazzi che  potranno uscire dalle camere d’ospedale e passare qualche giorno a contatto con la natura assieme ai propri cari, per potersi rigenerare».


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