Il Creval ottiene il via libera all’aumento di capitale a larghissima maggioranza
Morbegno, il polo fieristico ha ospitato l’assemblea straordinaria della banca

Il Creval ottiene il via libera all’aumento di capitale a larghissima maggioranza

Al polo Fieristico di Morbegno il sì dei soci alla manovra passa con il 95,77%, presente il 31,85% del capitale sociale. Un passaggio fondamentale che è il fulcro di un più ampio piano che punta una draconiana pulizia di bilancio dai crediti deteriorati.

Il Creval incassa il via libera dell’assemblea all’aumento di capitale da 700 milioni di euro con l’obiettivo di chiudere l’operazione prima delle elezioni. Al polo Fieristico di Morbegno il sì dei soci alla manovra passa con il 95,77%, presente il 31,85% del capitale sociale. Un passaggio fondamentale che è il fulcro di un più ampio piano modello Unicredit che punta una draconiana pulizia di bilancio dai crediti deteriorati e a mettere l’istituto in sicurezza rispetto a nuove richieste della Vigilanza alle banche. «Il nostro piano ci mette al riparo da qualsiasi ulteriore idea possa venire in mente alla signora Nouy (presidente del Consiglio di vigilanza della Bce ndr) dal punto di vista di nuovi piani, nuove idee, nuovi addendum sugli Npe», ha spiegato agli azionisti il direttore generale del Creval, Mauro Selvetti.

«Non è stata una scelta facile né fatta a cuor leggero, è stata una scelta molto meditata», ha aggiunto il presidente Miro Fiordi che ha ribadito come «nessuna autorità, nessun ente regolatore» abbia chiesto alla banca di fare un’operazione di questo tipo.

Con il piano al 2020 l’istituto vuole «voltare pagina», ha ancora ricordato Fiordi con Selvetti che ha evidenziato come si tratti, per struttura e in proporzione, di un’operazione «molto simile» a quella portata a termine da Unicredit che «ha fatto un aumento di capitale di 13 miliardi con svalutazioni per altrettanto e da quel momento la banca ha cominciato a performare meglio». «La nostra decisione è stata quella di affrontare il tutto una volta e per sempre» così «da non avere preoccupazioni giorno per giorno di quello che avviene a Francoforte e, dall’altra parte, liberare redditività», ha chiosato il d.g. Ora l’attesa è per febbraio, quando la ricapitalizzazione, pre garantita da Mediobanca e Citi, partirà con lo sguardo rivolto tanto ai soci storici, quanto ai grandi azionisti già presenti ma anche a nuovi azionisti. «Su chi entrerà con quali quote lo scopriremo solo vivendo, ma posso confermare che nei numerosi contatti» nel corso della prima parte del roadshow c’è stata - ha spiegato Fiordi incontrando la stampa - una «grande manifestazione di interesse». Nel frattempo c’è «la fila di grandi banche internazionali che vogliono partecipare all’operazione» e il consorzio è destinato ad allargarsi nelle prossime settimane.

Il via libera dei soci all’aumento è stato salutato dalla Borsa con un rialzo del 3,54% del titolo, a 1,258 euro. La banca ha inoltre comunicato la chiusura a novembre di altre 27 filiali e l’uscita di 73 dipendenti, in linea con gli obiettivi del piano industriale.


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