Il Comitato Verga: «Qualcuno chiede soldi usando il nostro nome»
Al di là della musica è l’evento ufficiale di raccolta fondi per il Comitato

Il Comitato Verga: «Qualcuno chiede soldi usando il nostro nome»

Morbegno, due ragazzi si sono finti volontari dell’associazione e hanno raccolto soldi davanti all’ospedale durante il Natale.

Due ragazzi con un finto tesserino del Comitato Maria Letizia Verga appostati davanti all’ingresso dell’ospedale di Morbegno per chiedere un’offerta di 10 euro a favore dell’associazione che da anni sostiene, all’ospedale San Gerardo di Monza, i malati di leucemia. Una truffa in piena regola, messa a segno durante le vacanze di Natale, da cui il Comitato, per voce della sua vicepresidente Rosanna Lupieri, si dissocia, precisando che mai le raccolte fondi si sono svolte con tali modalità. «I nostri volontari hanno con sé, sempre, un mandato scritto che sono autorizzati a esibire e che le persone interessate ad aiutarci possono chiedere in caso di dubbi - tiene a precisare Lupieri - Inoltre c’è da dire che nelle nostre campagne, che di solito si svolgono a Natale, a Pasqua o durante altre festività, in cambio del denaro offriamo sempre qualcosa: il presepe o l’uovo di cioccolato, ma soprattutto i nostri volontari sono conosciuti sul territorio e preparati anche a spiegare gli scopi della nostra organizzazione».

In provincia di Sondrio, da diversi anni, grazie all’impegno delle famiglie dei malati di leucemia o che purtroppo hanno conosciuto il dolore della perdita di un loro caro, si sono moltiplicate le iniziative di solidarietà a favore del Maria Letizia Verga. Sono diversi gli spettacoli, i concerti, come “Al di là della musica” organizzato a Delebio per ricordare Martina Ceciliani, la ragazza morta di leucemia a 19 anni nel 2014, ma anche gli eventi sportivi o i tornei legati al Comitato Maria Letizia Verga o all’Admo. «Questa notorietà probabilmente ha spinto qualcuno ad approfittare della situazione - ancora Lupieri - ma ripeto i nostri volontari non si sono mai messi davanti agli ospedali o alle scuole per chiedere denaro, perciò diffidate di chiunque si presenti in nome del Comitato senza nessuna autorizzazione in tal senso».

Non è noto il numero dei passanti che i truffatori hanno convinto a sborsare i 10 euro e nemmeno quanto tempo siano stati davanti al nosocomio, ma l’attendibile segnalazione arrivata fino ai volontari valtellinesi del Comitato ha sollevato un certo allarme. «Stiamo mettendo in campo diverse iniziative - dice Antonella Ioli, la mamma di Martina, sempre in prima linea a favore dell’Admo e del Comitato - e abbiamo sempre operato con la massima trasparenza e nel rispetto delle regole. Per questo mi associo all’appello della presidente Lupieri e invito anche io chi ci sostiene a porre la massima attenzione in situazioni sospette o comunque non chiare. Sono episodi, questi, che rischiano di compromettere l’impegno di molti».


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