«Il canile costa troppo  I proprietari di Fido  devono pagare una tassa»
Il canile provinciale a Busteggia, nel Comune di Montagna in Valtellina

«Il canile costa troppo

I proprietari di Fido

devono pagare una tassa»

Tiranese. La proposta avanzata dal presidente Pini nell’ultima assemblea della Comunità montana. «Il costo sostenuto per i randagi è di quasi 10mila euro»

«L’anno scorso la Comunità montana di Tirano ha pagato quasi 10mila euro per mantenere i cani abbandonati che sono stati trovati nei nostri dodici comuni. Così non va bene. Occorre che venga ripristinata la tassa sui cani in capo ai proprietari».

È il presidente dell’ente comprensoriale di Tirano, Gian Antonio Pini, a parlare e a toccare un problema, sollevato peraltro anche l’anno scorso dal vicepresidente Severino Bongiolatti, sull’onere che i Comuni devono sostenere, di cui si è sobbarcata la Cm, per mantenere al canile i cani che vengono trovati sul territorio.

Il la alla discussione è venuto dall’approvazione, avvenuta all’unanimità dall’assemblea della Comunità montana di Tirano, dello schema di convenzione, che era scaduto a fine dicembre, tra le Cm di Sondrio, Valchiavenna, Morbegno, Tirano, Alta Valtellina, il Comune di Sondrio e l’Ats della montagna per la gestione del canile consortile presente a Busteggia, nel Comune di Montagna in Valtellina.

La proposta

Il presidente della Cm tiranese, Gian Antonio Pini, ha proposto di istituire nuovamente la tassa sui cani per sostenere l’attività dei canili, che sono in sofferenza e alla luce del fatto che i costi a carico dei Comuni sono notevoli.

«In base alla convenzione se si trova un cane a Grosio per fare un esempio è il Comune di Grosio che deve pagare il mantenimento del cane al canile - ha detto il presidente -. Per questo aspetto abbiamo tirato fuori parecchi soldi nel 2020. L’importo che abbiamo pagato e che dovrebbe essere imputato ai Comuni in funzione del numero dei cani ospitati quale quota di utilizzo ammonta 9.662 euro, mentre la quota prettamente di nostra competenza  e relativa alla ripartizione della spesa in funzione della percentuale di popolazione residente ammonta a 6.263 euro. Dunque un totale di 16mila euro che non è poco».

Pini, che precisa di essere il primo ad amare i cani, tant’è che ha due, ritiene che questa formula non funzioni. «Unica soluzione è rimettere la tassa sulla proprietà dei cani che va ad alimentare un fondo comune per il canile, in modo che questo diventi indipendente - ha aggiunto -. Per quest’anno confermiamo la convenzione, ma abbiamo intenzione di scrivere alla Provincia con la proposta di ripristino di questa tassa».

L’anagrafe canina

Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepresidente, Severino Bongiolatti, che ha detto: «È da superare la logica per cui il Comune dove viene lasciato il cane debba accollarsi i relativi oneri».

Il consigliere di minoranza, Annamaria Saligari, ha affermato che sarebbe opportuno istituire un’anagrafe canina e costituire un fondo per i cani non identificabili e a quel punto farsene tutti carico. «Diversamente - ha detto Saligari - si mantengono per anni cani che avevano un proprietario». Istanza di cui il presidente Pini ha garantito che si farà carico.

La gestione del canile è uno degli aspetti della politica di prevenzione del randagismo, ma questa si completa con il controllo della popolazione canina mediante le sterilizzazioni, la promozione delle adozioni, la registrazione e l’educazione  dei proprietari degli animali.


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