Il caldo africano fin sulle montagne. E i pronto soccorso sono presi d’assalto
Paolo Della Torre

Il caldo africano fin sulle montagne. E i pronto soccorso sono presi d’assalto

Temporali in arrivo, ma temperature e umidità non caleranno. Situazione critica per anziani e malati. Le raccomandazioni per evitare i malori

Resta alto il disagio da calore, cioè il mix fra temperature alte e umidità. Ne avremo almeno fino a domenica. Dopodiché, non è che l’estate africana ci darà l’addio. Niente affatto. Scontati i debiti piovaschi estivi, annunciati come sparsi e “deboli”, ebbene, subito dopo le temperature torneranno ad essere alte e a mantenersi tali per qualche giorno ancora. Martedì 21, ad esempio, il bollettino meteo di Arpa Lombardia, parla di temperature massime in lieve aumento e minime stazionarie.

In una parola, siamo e restiamo nel bel mezzo di un’estate cui non eravamo abituati da tempo. Al 2003 bisogna andare per ritrovare un andamento simile anche se, secondo gli esperti, quest’anno, è persino più intenso il caldo africano che si manifesta soprattutto nel Nord Italia, alpi comprese.

Tant’è che anche in questi giorni abbiamo uno zero termico a 4500-4600 metri, per quanto, come annunciato, tra il mattino e il pomeriggio odierno potranno esserci deboli precipitazioni sulla nostra zona alpina, così come potrà piovere, ma sempre in modo debole, domani. Niente acqua lunedì e sole pieno martedì. Un andamento climatico che sta cominciando a produrre sofferenze anche sulla popolazione più fragile, soprattutto gli anziani.

«La situazione è più critica nei fondovalle – precisa Paolo Della Torre, direttore dell’Articolazione aziendale territoriale di Sondrio, dell’emergenza e urgenza 118 -, cioè nelle aree dove c’è meno arieggiamento, per cui si boccheggia di più e ci si disidrata più in fretta. Non siamo all’emergenza, però condizioni di criticità se ne ravvisano, con punte più elevate di accesso ai Pronto Soccorso in Alta Valtellina e in Valchiavenna. Al riguardo, presi i dati riferiti ai primi sedici giorni di questo luglio e rapportati allo stesso periodo dello scorso anno, ebbene, si evidenziano un 10,7% in più di accessi ai pronto soccorso e punti di primo intervento presenti sul nostro territorio. Come detto, con maggior lavoro per i colleghi di Livigno, Bormio e Chiavenna».

E per lo più, questo surplus di accessi, è proprio correlato al caldo, con pazienti anziani, oppure affetti da disabilità, o, ancora da patologie pregresse che, col caldo, entrano in uno stato di disidratazione, o finiscono in balia di sincopi e svenimenti. «Pazienti che vengono subito reidratati nei pronto soccorso e punti di primo intervento - dice Della Torre - e, quando necessita, anche ricoverati per essere sottoposti alle terapie necessarie».

E, anche se gli effetti della canicola si fanno sentire soprattutto sui soggetti già fragili, ciò non significa che anche chi fragile non è non possa incappare in fenomeni di disidratazione, colpi di calore, colpi di sole, edemi da calore. Per evitare tutto questo, che può essere molto pesante da sopportare e che può portare, addirittura, alla perdita di coscienza, occorre sempre bere molto, non esporsi troppo a lungo ai raggi solari, soprattutto nelle ore più calde della giornata, e non stare troppo in ambienti chiusi, umidi e non adeguatamente areati.


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