«Idee condivise per difendere le viti»
I tralci e i germogli delle viti mangiati dai cervi

«Idee condivise per difendere le viti»

Dopo l’appello di 22 sindaci che chiedono misure contro gli ungulati, l’intervento di Aldo Rainoldi. Il presidente del Consorzio di tutela vini: «Questa è un’emergenza che va risolta in maniera intelligente».

Serve una soluzione condivisa tra i vari soggetti coinvolti, che innanzitutto protegga la produzione e che, al contempo, preservi gli ungulati, ma che soprattutto non deturpi il patrimonio dei terrazzamenti. È di questa opinione Aldo Rainoldi, presidente del Consorzio tutela vini di Valtellina invitato a commentare l’emergenza dei cervi e dei caprioli, animali che stanno devastando i vigneti, mettendo anche a rischio la sicurezza del territorio.

Un fenomeno che assunto dimensioni preoccupanti, al punto che 22 sindaci - gli amministratori che siedono in Comunità montana più il primo cittadino del capoluogo -, prese carta e penna, hanno scritto nei giorni scorsi al prefetto Paola Spena, all’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori ed a Elio Moretti, presidente della Provincia, affinché si prendano quanto prima provvedimenti, ipotizzando l’utilizzo di particolari presidi come delle barriere elettroniche in grado di tenere lontani questi animali.

«Senza ombra di dubbio il problema c’è ed è serio - premette Rainoldi -, anche se ho l’impressione che sia sempre esistito, ma era contingentato ad alcune aree». Mentre negli ultimi tempi, soprattutto in questa tarda primavera, «si è acutizzato ed è esploso, estendendosi anche ad altre aree», che sinora non erano finite nel mirino di cervi e caprioli, ghiotti dei germogli della vite. «La zona del Maroggia, ad esempio, da sempre lamenta la presenza di ungulati, mentre la Sassella, finora, era stata risparmiata». Invece di recente le razzie sono state segnalate anche lì come «nella zona di Triasso», alle porte di Sondrio.

Un fenomeno che non si riesce ad arginare: «Sono del parere che si debba individuare una soluzione che coniughi tutte le istanze». Tant’è: il Consorzio, insieme a Coldiretti, «ha chiesto un incontro al presidente della Provincia Elio Moretti per individuare delle strategie, volte a risolvere questa emergenza. Vanno sviluppate insieme - sottolinea Rainoldi -, perché molteplici sono le tematiche da affrontare».

Certo il danno ormai per quest’anno è stato fatto, «ma dobbiamo pensare alla prossima stagione con soluzioni già pronte da applicare». Secondo il presidente del Consorzio, le protezioni elettriche potrebbero anche rappresentare una risposta al problema, «ma sono da concertare con la Provincia. È un’emergenza che va risolta in maniera intelligente per preservare la produzione. Non dobbiamo però neanche mettere fine a delle specie - cervi e caprioli -, che abbiamo a cuore». E laddove si dovessero ritenere le protezioni elettriche idonee a tenere lontani gli ungulati, «è fondamentale – pone l’accento Rainoldi – che la soluzione sia in perfetta sintonia con il valore paesaggistico dei terrazzamenti».


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