«I vaccini non ci saranno per tutti» I medici: «Gestione fallimentare»
Il vaccino influenzale: in Valtellina non basterà nemmeno per le fasce a rischio

«I vaccini non ci saranno per tutti»
I medici: «Gestione fallimentare»

Comunicazione di Ats ai camici bianchi: non sono disponibili dosi per coprire tutte le fasce a rischio. Solo 6.500 flaconi disponibili

Sono in fibrillazione i medici della nostra provincia impegnati nella campagna vaccinale antinfluenzale più travagliata di tutti i tempi. Gli si sono drizzati i capelli dopo aver appreso delle determinazioni ultime di Regione Lombardia, contenute nella mail inviata loro alle 17 di giovedì dall’Ats della Montagna.

Ecco il testo della mail inviata ai medici: «Ats, appena possibile, comunicherà a tutti i medici di medicina generale, date e modalità di erogazione del vaccino Fluad trivalente, all’agenzia stessa destinato, in misura di 6.500 dosi da redistribuire ai 181 medici che partecipano alla campagna vaccinale, praticamente il corrispettivo di un terzo delle dosi preventivate nella seconda tranche. Si invita, inoltre, i medici che avessero già ultimato la campagna vaccinale, a consegnare le dosi eventualmente avanzate in modo da poterle redistribuire».

Non si conoscono le modalità distributive che adotterà Ats della Montagna (contattata, assicura di essere al lavoro anche su questo fronte), salvo ipotizzare che Ats potrebbe distribuire il vaccino ai medici che ne hanno maggiormente bisogno, cioè che hanno vaccinato di meno. Tuttavia pare di capire che in pochi, se non nessuno, abbiano già ultimato la campagna vaccinale e che, anzi, i più siano a metà dell’opera. Infatti, i medici, sono saltati sulle sedie alla lettura della mail, perché hanno capito che la frittata era fatta.

«Facendo i conti della serva, siamo a 35 vaccini per ciascun medico - afferma Marco Donnini, medico di medicina generale a Tirano e segretario provinciale Fimmg, Federazione di categoria -, per cui ogni commento è persino inutile. Salvo ribadire che la situazione è scandalosa e che, anche se non abbiamo colpa, così come non ce l’ha Ats, ora noi non sappiamo più con che faccia rivolgerci ai nostri pazienti. Come dire loro che il vaccino è finito. Perché, così stanno le cose, a tema di smentita. Io ho vaccinato 300 persone, ne ho ancora 220 in coda. Prenotati e in fibrillazione. Ho 16 dosi in frigorifero e, ipotizzo, 35 in arrivo. Ma quando, non si sa. Questo quando, lo scorso anno avevo già vaccinato 350 persone e, quest’anno, era previsto un surplus di vaccini del 20% a loro maggiore copertura. Davvero una gestione fallimentare».

Analogo concetto è espresso da Mauro Boccardi, medico di medicina generale a Sondrio e medico sentinella Influnet. La fatidica mail, ieri, non l’aveva ancora letta, ma evidenziava l’incongruenza di aver spinto «per la vaccinazione su larga scala, al 20% in più degli assistiti, per poi farne pervenire, come pare, molte meno dosi. A me - dice -, ne mancano 190 e, finora, ne ho fatte 260. È vero che tutti i pazienti più tosti, più fragili li ho vaccinati, sin da subito. È vero che i tempi di consegna sono stati rispettati e i pazienti sono stati molto diligenti e collaborativi, rispettosi dell’orario come orologi svizzeri. Ora, di fronte a questa novità, resto un poco perplesso».

Da tempo più che perplesso Marco Tam, segretario provinciale Smi (Sindacato medici italiani) per il quale «è stato sbandierato l’acquisto di 3 milioni di dosi, persi nella notte dei tempi». Tradotto, dice , «Gallera deve dimettersi».

Claudio Trezzi, presidente provinciale Snami (Sindacato medici autonomi) è più cauto. Pur dicendosi fortemente dispiaciuto «per il disagio prodotto agli utenti, lavoriamo a darci una mano, medici e Ats, per ovviare, per quanto possibile, alle mancanze prodottesi».


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