I ricoveri al Morelli  continuano a salire  Sono dieci al giorno
Continuano a crescere i ricoveri all’ospedale Morelli di Sondalo

I ricoveri al Morelli

continuano a salire

Sono dieci al giorno

Il primo marzo erano 65, adesso sono 136. Si è abbassata anche l’età di chi ha bisogno di cure. Nell’ultimo fine settimana ci sono stati anche 5 decessi

Continua a crescere il numero di ricoveri, anche in gravi condizioni, all’ospedale Morelli di Sondalo.

I dati dello scorso fine settimana al nosocomio Covid-19 confermano la tendenza in atto dall’inizio del mese di marzo: in tre giorni si sono registrati 34 nuovi ricoveri e ieri i malati bisognosi di cure erano 136, di cui 14 gravi in Terapia intensiva.

L’aumento è stato progressivo e si teme che il picco non sia ancora stato raggiunto.

Numeri preoccupanti

La struttura e il personale sanitario continuano ad essere sotto pressione ed è stato necessario riorganizzare l’attività ospedaliera e ambulatoriale sull’intero territorio per garantire la presenza di medici e infermieri nei reparti Covid-19 di Sondalo: quattro nel primo padiglione, dove vengono curati gli acuti, uno nel quarto padiglione, con 40 posti letto per chi ha superato la fase critica e si avvia alla guarigione, e la Terapia intensiva.

Dai 65 ricoverati del primo marzo si è saliti ai 130 di venerdì scorso e ai 136 di ieri, e c’è preoccupazione per l’abbassamento dell’età media dei nuovi ricoveri: dei 14 pazienti gravi della Terapia intensiva il più anziano è nato nel 1949. Negli ultimi giorni si sono registrati anche 23 dimissioni e 5 decessi, tre donne e due uomini, tutti nati negli anni Trenta.

«In provincia di Sondrio i contagi non rallentano e i ricoveri aumentano: la situazione rimane molto seria - ammonisce il direttore generale dell’Asst Valtellina e Alto Lario, Tommaso Saporito -. Come sistema sanitario stiamo producendo uno sforzo straordinario chiedendo sacrifici ai nostri dipendenti, che con senso del dovere stanno rispondendo in maniera encomiabile, impegnati sul fronte dei tamponi e nelle vaccinazioni, oltre che in ospedale.

Confidiamo che corrisponda un analogo impegno dei cittadini nel rispetto delle regole imposte dalla zona rossa e nell’adozione delle misure di sicurezza: se tutti faremo quello che ci viene chiesto, a breve, grazie al vaccino potremo tornare alla normalità. Non manca molto ma in questa fase dobbiamo essere molto prudenti per non vanificare gli sforzi fatti».

La raccomandazione

Sull’abbassamento dell’età anagrafica dei ricoverati si rts pronunciata anche la dottoressa Chiara Rebucci, responsabile dei reparti Covid-19.

«L’età media dei pazienti ricoverati si è sicuramente abbassata, verosimilmente perché nelle Rsa abbiamo l’effetto protettivo del vaccino, e non si sono più avuti focolai - afferma -. I casi nella nostra provincia sono in continuo incremento e la raccomandazione a tutti, di qualsiasi età, è di non sottovalutare la contagiosità del coronavirus, che si manifesta con sintomi gravi non solo negli anziani o in chi è affetto da altre patologie ma anche nelle persone più giovani e in buona salute, come verifichiamo ogni giorno. Nessuno può quindi ritenersi al sicuro».

E anche stando all’Asst ValtLario, in provincia di Sondrio non si sarebbe ancora raggiunto il picco che faccia sperare, finalmente, in un miglioramento e in una diminuzione della pressione sul Morelli e non solo.


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