I residenti ora si mobilitano: «Riaprite il ponte di Ganda»
Il ponte di Ganda: chi vive nelle frazioni sull’Adda chiede la sua riapertura

I residenti ora si mobilitano: «Riaprite il ponte di Ganda»

Nell’incontro di domani sarà discussa una petizione per il Comune: «Ci sono troppi disagi e la perizia dimostra che non ci sarebbero problemi»

Riapertura immediata del ponte di Ganda al traffico veicolare. La chiedono i residenti delle frazioni sull’Adda a Morbegno che domani sera, in occasione dell’assemblea del Comitato di zona, discuteranno un documento- petizione da inviare all’amministrazione comunale. Sul ponte che separa la cittadina dalle frazioni, uno dei simboli identificativi di Morbegno, da un paio d’anni i mezzi a motore non possono passare.

Una decisione presa dalla giunta comunale che ha sempre diviso la popolazione, e non ha mai smorzato i malumori soprattutto di coloro che abitano al di là dell’infrastruttura. Che ora tornano alla carica chiedendo la riapertura del ponte di Ganda, anche alla luce della perizia commissionata dal Comune, « in base alla quale – si legge nel testo del documento dei cittadini - il manufatto viene formalmente dichiarato idoneo a sopportare un carico distribuito in modo uniforme sull’impalcato per un valore di 150 tonnellate, senza alcun pregiudizio statico. Quindi in base ai dati ufficiali diramati dall’ amministrazione comunale vengono a cadere le misure cautelari, cioè il motivo che aveva dato origine al decreto di chiusura del ponte».

Così si chiede il via libera alla circolazione da subito, anche perché i disagi lamentati dai residenti nelle frazioni di Campovico, Paniga e Desco, sono molteplici, « le difficoltà negli spostamenti interni sono parecchi – dicono- perché si fa convergere il flusso dei veicoli fra le frazioni e il capoluogo sull’incrocio estremamente critico fra la strada provinciale Valeriana occidentale e la via Forestale, si obbliga poi a una precaria svolta a sinistra chi si dirige verso il centro di Morbegno , così si determinano quotidiani incolonnamenti che si allungano in particolare sulla Forestale nelle ore iniziali e finali della giornata. Il tutto aggravato, anche sotto il profilo dell’incolumità delle persone, dall’andirivieni dei mezzi pesanti in circolazione nel vicino cantieri della nuova superstrada»


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