I puntini misteriosi su Cerere. Se ne occupano anche al “Piazzi”
Presto una nuova serata a Ponte

I puntini misteriosi su Cerere. Se ne occupano anche al “Piazzi”

L’Osservatorio astronomico Piazzi di Ponte in Valtellina ha dedicato una serata proprio a questo tema che sta accendendo la discussione su riviste scientifiche e non solo.

Cosa sono quei puntini luminosi che la sonda Dawn sta rilevando sul pianeta Cerere, scoperto dall’astronomo di Ponte in Valtellina, Giuseppe Piazzi? Se lo sta chiedendo con curiosità anche l’Osservatorio astronomico Piazzi di Ponte in Valtellina, che ha dedicato peraltro una serata proprio a questo tema che sta accendendo la discussione su riviste scientifiche e non solo.

Le ultime immagini inviate dalla sonda, infatti, mostrano con un dettaglio senza precedenti la superficie di Cerere da una distanza di circa 13.600 chilometri. In particolare l’attenzione degli scienziati è concentrata sulle macchie luminose visibili all’interno di uno dei crateri. Sulla scoperta la Nasa non ha ancora fornito una spiegazione.

Come sempre, le ipotesi avanzate – anche dai non addetti ai lavori - vanno dal passaggio di un piccolo asteroide di fronte all’obiettivo o della sua ombra sulla superficie del pianeta, alla presenza degli alieni in manovra con una navetta spaziale proprio attorno a quelle ancora misteriose macchie luminose, passando per un banale disturbo della camera di Dawn.

«Non c’è ancora nulla di certo – spiega Rino Vairetti, direttore dell’Osservatorio comunale e presidente dell’Associazione astrofili valtellinesi -. A marzo abbiamo parlato di Cerere e della sonda in occasione di una serata di visita alla nostra struttura. Non abbiamo i mezzi né le conoscenze per poter dire la nostra sulla questione, che è molto complicata dal punto di vista scientifico. Sicuramente attrae la nostra attenzione e curiosità e ci fa piacere che tutti i giornali stiano parlando del pianeta scoperto da un pontasco. Attendiamo l’esito delle indagini e qualche dato più certo e poi contiamo di organizzare un’altra serata in cui forniremo aggiornamenti».

L’attenzione degli scienziati, come detto, è concentrata in particolare su quei punti luminosi, visibili già dalle prime, sgranate, immagini che Dawn aveva scattato quando era ancora a milioni di chilometri dal suo obiettivo. La causa della loro luminosità resta ancora sconosciuta ma è probabile che si tratti del «riflesso della luce solare da parte di un materiale altamente riflettente sulla superficie, forse ghiaccio», ha detto Christopher Russell, dell’Università della California, principal investigator della missione. Nelle prossime settimane Dawn scenderà a una quota molto più bassa (4.400 chilometri) per restituire fotografie ancora più definite della superficie ed effettuare le rilevazioni sulla composizione, geologia e l’eventuale attività di Cerere. Il “mistero” ha catturato l’interesse del pubblico anche non addetto ai lavori, tanto che la Nasa stessa ha proposto un sondaggio  per sapere l’opinione degli utenti sulla natura di queste macchie.


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