I pesci d’acqua dolce hanno trovato casa  Ecco il loro acquario
Un progetto ambizioso, dai risvolti anche turistici (Foto by Luca Gianatti)

I pesci d’acqua dolce hanno trovato casa

Ecco il loro acquario

Faedo, inaugurato ieri pomeriggio il centro didattico dedicato alle specie di fiumi, laghi e torrenti. Un progetto ambizioso costato 375mila euro.

Alla scoperta dell’affascinante mondo sommerso con l’Unione pesca sportiva della provincia di Sondrio, Ups che ieri ha aperto le porte del centro ittiogenico di via Fumagalli di Faedo per presentare “La via dell’acqua e della conoscenza”.

Un progetto ambizioso, dai risvolti anche turistici, «rivolto in particolare alle nuove generazioni e del tutto in linea con l’impegno di recupero e valorizzazione degli habitat fluviali, che Ups si è presa in carico fin dalla sua costituzione» ha detto il presidente Valter Bianchini svelando il “neonato” acquario didattico, realizzato all’interno di una casa interamente di legno, dove i visitatori possono vedere da vicino tutte le specie di pesci che popolano i nostri torrenti, fiumi e laghi.

Un progetto da 375mila euro, ha proseguito il vice presidente Marco Bordoni, «finanziato per 100mila euro da Fondazione Cariplo sul bando dei Beni emblematici provinciali di Fondazione Cariplo, altri 100mila dalla Provincia e la restante quota da Ups», che ha permesso anche di raddoppiare la “nursery” «con l’ampliamento dell’incubatoio», oltre alla realizzazione di «un fiume artificiale naturalizzato con vasche per l’allevamento delle trote, in particolare, dei temoli». Per concludere «l’ampliamento dell’area di sosta con 12 stalli, che Ups ha ceduto al Comune».

«È una giornata di festa: mi complimento con Ups per il lavoro fatto - ha detto l’assessore regionale agli Enti locali, alla Montagna e ai Piccoli Comuni Massimo Sertori -. Pesca e pesce vogliono dire vivere il territorio e turismo. Sono migliaia le persone che, apprezzando i nostri fiumi e torrenti, frequentano la nostra Valle: verrebbero ancora di più se riuscissimo a gestire i nostri torrenti come vorremmo».

Aspetto, su cui ha posto l’accento anche Bianchini: «Tutta la nostra storia è fondata sull’acqua e con questo acquario vogliamo aumentare la consapevolezza, che la comunità valtellinese è strettamente legata alle vicende dell’acqua, che ha una forte valenza ed è una grande risorsa economica. Va trovato però un punto di equilibrio tra il suo sfruttamento e la tutela dell’ambiente. Auspico che tra qualche anno potremo come cittadini avere più voce in capitolo per lo sfruttamento delle risorse idriche a fini idroelettrici e avere maggiori risorse. È giusto che una parte di esse ritorni all’acqua, per opere di manutenzione, di sicurezza e di manutenzione fluviale, con interventi pensati da persone consapevoli della delicatezza degli ambienti naturali in cui si opera». «Abbiamo subito sposato questo progetto - ha aggiunto Marco Dell’Acqua, presidente di Pro Valtellina e in rappresentanza di Fondazione Cariplo - perché risponde perfettamente ai nostri obiettivi, in quanto spiega alle future generazioni come salvaguardare e valorizzare l’ambiente».

«Per un rappresentante dell’amministrazione come me – ha concluso il sindaco Franco Angelini, nella duplice veste di consigliere provinciale con delega al Turismo - “La via dell’acqua e della conoscenza” è il coronamento di cinque anni di impegno per questo paese, un progetto di una valenza straordinaria, non solo per Faedo e per la Comunità montana di Sondrio, ma per tutta la provincia».


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