I nuovi voucher, caos e scetticismo  tra gli imprenditori
I voucher sono molto utilizzati nelle attività stagionali come quelle dei rifugi

I nuovi voucher, caos e scetticismo

tra gli imprenditori

C’è chi ancora non sa come avere i contratti per il lavoro occasionale e chi fatica per l’attivazione. Ma per tutti restano uno strumento molto utile.

Nuovi voucher, c’è attesa nel mondo della imprenditoria minore valtellinese, nel settore ricettivo e tra i piccoli esercizi e rifugi di montagna, che si apprestano alla volata finale per la stagione estiva per iniziare ad utilizzare lo strumento retributivo riveduto e corretto.

Si passa da chi non sa ancora come si possano avere i nuovi contratti per il lavoro occasionale, a chi deve fare l’attivazione on line e indugia perché ha paura di trovare lunga la procedura, chi si domanda quali siano veramente i tempi per avere disponibile il nuovo servizio e non c’è comunque nessuno che si dichiari estraneo o indifferente all’argomento. Voucher e tagliandini Inps considerati da tutti «strumento utile».

Nel frattempo però, a voucher aboliti e con poca chiarezza sui dispositivi sostitutivi, c’è chi ha “risolto” in un altro modo. È il caso dei gestori del Rifugio Stella alpina di Santa Caterina Valfurva: «Noi li abbiamo usati fino ad inizio stagione – chiarisce la titolare – per questo luglio però abbiamo sistemato con contratti a tempo determinato, anche perché in questo periodo ci serve un dipendente che lavori tutti i giorni. La forma della retribuzione a voucher però per attività come la nostra è sicuramente comoda, semplificano l’organizzazione del lavoro, sono adeguati alle nostre necessità, passato questo periodo riprenderemo a valutare questi nuovi contratti».

In questa settimana sull’argomento sono intervenuti i commercianti ed esercenti provinciali con una nota molto critica della presidente dell’Unione Commercio e turismo, si parlava di «Nuovi voucher “inadeguati” appesantiti da lungaggini burocratiche e vincoli».

Scetticismi condivisi da Giorgio Bracchi, gestore allo “Chalet dei Rododendri”, Valdisotto. «Li stiamo valutando - spiega - ma non ci convincono. Sinceramente, reintroducendo questa sorta di nuovi voucher i legislatori hanno rivoluzionato un po’ tutto. Ci sono più “paletti” sull’uso, il datore di lavoro deve assicurare al lavoratore almeno 4 ore consecutive per prestazione, ma noi siamo realtà che vivono una produttività sporadica, caratterizzata spesso da piccoli volumi ricettivi, possiamo avere bisogno di una persona per un’ora o due e mi trovo costretto a pagare contributi per mezza giornata di lavoro. Siamo “piccoli” viviamo sui sacrifici, si tratta di attività stagionali che andrebbero sostenute anziché avversate da una eccessiva burocrazia».

La titolare a Valmasino del Centro polifunzionale della montagna Iris Gherbesi saputo che esistevano “nuovi voucher” è andata al proprio istituto bancario per acquistarli, come si faceva prima dell’abolizione dei tagliandini “Inps. Ora vanno acquistati online.

«C’è ancora confusione - spiega – si devono prendere più informazioni, pensavo che la modalità di acquisto fosse la stessa. Ma fa niente, l’importante è che ci sia uno strumento di questo tipo, poi una volta capito come si deve fare per utilizzarli, ci si adegua». Diversa la situazione al rifugio Tartaglione, Chiesa in Valmalenco, «Gestione online - domanda il titolare -? Noi non abbiamo connessione internet».


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