«I nuovi velo-ok? Dispositivi efficaci   per la sicurezza»
1La colonnina velo ok sistemata sulla Provinciale a Mossini2 Il comandante della Polizia locale Mauro Bradanini

«I nuovi velo-ok? Dispositivi efficaci

per la sicurezza»

Il comandante Bradanini interviene sul caso. «Sono stati collocati dopo un accurato studio. Il progetto ha una grande valenza culturale».

Efficaci deterrenti dell’elevate velocità, perfettamente conformi alla disciplina vigente ed installati, dopo un accurato studio, nell’ambito di un progetto dalla forte valenza culturale.

Subissati di polemiche al loro esordio sulle strade comunali e non solo, a prendere le difese dei “velo ok”, cercando di spiegare la ratio con la quale i dispositivi di controllo della velocità sono stati scelti è il comandante della Polizia locale di palazzo Pretorio Mauro Bradanini. Il comandante, conscio che molti dei dubbi sollevati dai cittadini, hanno a che vedere con l’assenza di previsioni normative puntuali al riguardo, prova dunque a spiegare la questione punto per punto.

«I dispositiv i - esordisce - sono stati collocati, dopo un accurato studio sulla velocità, in luoghi ove sono emerse problematiche rilevanti in ordine alla sicurezza della circolazione stradale e all’esigenza di garantire l’incolumità degli utenti. È il caso, ad esempio, della via V Alpini e della Provinciale a Mossini, dove da tempo i residenti segnalano l’assoluta necessità di contrastare condotte di guida che mettono a repentaglio la sicurezza delle persone». L’amministrazione era già intervenuta collocando un semaforo, come ricorda lo stesso Bradanini, ma lo scattare del rosso in caso di velocità molto superiori al limite previsto determinando frenate improvvise poteva provocare incidenti stradali. Da qui la decisione di mantenere attiva soltanto la luce gialla di pericolo e di individuare soluzioni alternative come appunto i Velo ok

Dispositivi questi ultimi il cui utilizzo «è pienamente conforme alla disciplina vigente». «Il ministero delle Infrastrutture con recenti pronunce - spiega Bradanini - ha avuto modo di sottolineare la legittimità dell’utilizzo di tali apparecchiature nell’ambito delle strategie di prevenzione e contrasto dell’eccesso delle velocità sulle strade, prescrivendo che i box collocati sulle arterie stradali vengano utilizzati per alloggiare, anche in via non continuativa, i dispositivi misuratori della velocità e richiamando le esigenze di puntuale rispetto delle disposizioni fissate dal ministero degli Interni in materia di predisposizione dei controlli sulla velocità da parte degli organi di polizia stradale». Direttive ministeriali alle quali la Polizia locale si atterrà.

Il punto fondamentale dunque è l’efficacia deterrente dei dispositivi «che - ancora il comandante -rappresenta ormai un dato acquisito. Molte amministrazioni comunali hanno negli ultimi anni fatto ricorso a tali apparati per contrastare il fenomeno della velocità (che, lo si ricordi, costituisce la causa prima di produzione di incidenti stradali, con conseguenze gravissime in termini di tassi di mortalità e lesioni permanenti) ed hanno potuto verificare l’assoluta efficacia del ricorso a tali strumenti in termini di consistente riduzione delle velocità medie e di punta e di contenimento dei fenomeni infortunistici».

Ma non è soltanto questo. La collocazione dei velo ok fa parte di un più ampio progetto di educazione stradale che il Comune di Sondrio sta portando avanti.

A confermarlo ancora una volta è Bradanini: «La valenza del progetto è squisitamente culturale. La finalità è la costruzione di un sistema di sicurezza condiviso, attraverso la progressiva maturazione negli utenti della strada della consapevolezza dei gravi rischi derivanti dal mancato rispetto della disciplina in materia di velocità e della necessità di contribuire, ciascuno per la propria parte, alla costruzione di un ambiente urbano sicuro ed accogliente, ove ognuno possa muoversi in piena libertà nell’esercizio del diritto ad una mobilità sicura e rispettosa delle esigenze di tutti, in particolar modo delle categorie più deboli. Solo così - conclude il comandante - potranno trovare compiuta realizzazione quegli ideali di pacifica convivenza e di reciproco rispetto che costituiscono l’obiettivo di ogni azione amministrativa».


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