«I nuovi treni in regione da soli non bastano, serve un piano preciso»
Un gruppo di pendolari: per i sindacati il piano per i treni non è sufficiente

«I nuovi treni in regione da soli non bastano, serve un piano preciso»

Le proposte dei sindacati sul trasporto locale. «Nel breve non potranno ridurre i disagi dei pendolari. Infrastrutture e carenze di personale i punti dolenti».

«Nove nuove treni da ottobre in Lombardia? Bene, ma non bastano: servono garanzie per tutte le tratte e un piano concreto per l’emergenza che si occupi anche delle infrastrutture». Ecco il punto di vista della Cisl di Sondrio dopo la proposta formulata venerdì da Ferrovie dello Stato a Regione Lombardia nell’ambito dell’incontro, a palazzo Lombardia, tra l’amministratore delegato di Fs Gianfranco Battisti e il presidente Attilio Fontana.

Gli aspetti sui quali si sofferma il sindacato sono due: i treni e l’infrastruttura. Come spiegato dall’assessorato ai Trasporti di Regione Lombardia, l’età media dei convogli acquistati dal Pirellone è di circa 12 anni, mentre il materiale portato in dote da Trenitalia ne ha 38. Le conseguenze sulle condizioni sono facilmente immaginabili e i viaggiatori lo sanno benissimo. «Non abbiamo registrato alcun passo in avanti sulla proposta di suddivisione del servizio fra due società - premette Michele Fedele -. Nel breve termine nove nuovi treni in ambito regionale non ridurranno i problemi e con l’avvicinarsi del flusso pieno, determinato dall’inizio delle lezioni scolastiche, i disagi permarranno. Non ci aspettiamo una soluzione completa del problema. Chiediamo almeno di potere disporre di autobus prontamente reperibili, idonei per grandezza, e di un sistema informativo efficace, soprattutto in caso di problemi. Per quelli successivi chiediamo alla politica locale di attivarsi e di fare sì che non ci si dimentichi della Milano-Tirano«. È previsto anche un piano di assunzioni. «Chiaramente non sarà una mossa risolutiva visto che si parla di poche decine di unità. Serve personale per i treni e per le squadre di manutenzione. Siamo reduci da un’estate complicata anche per l’affollamento e la climatizzazione».

Poi c’è la linea, è non è poco visti i costanti guai dei passaggi a livello che determinano frequenti ritardi. «Manca un riferimento alla condizione delle infrastrutture, perché molti disagi riguardano Rfi - prosegue Fedele -. L’innovazione del materiale non è sufficiente. Come in tutte le società di questo rilievo, ci vuole un piano industriale con una precisa tempistica degli interventi sia sul materiale rotabile, sia sulle infrastrutture». Regione Lombardia, come rilevato dall’assessore Claudia Maria Terzi, punta sull’intermodalità, per collegare con i mezzi pubblici - treno e autobus - ogni località. Non solo italiana, ma anche delle regioni confinanti. Un chiaro esempio è quello dei Grigioni, dove nel 2017 sul trenino rosso del Bernina da Tirano a Sankt Moritz hanno viaggiato 640mila persone. «La mobilità sostenibile è un elemento fondamentale per attivare il turismo sostenibile – conclude Fedele -. Su questo aspetto deve crescere la consapevolezza delle istituzioni».


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