«I nemici della legalità? Indifferenza e omertà che dilagano anche in Valtellina»
Una delle tavolate alla cena della legalità che si è svolta a Sondalo

«I nemici della legalità? Indifferenza e omertà che dilagano anche in Valtellina»

Monito di don Pini alla cena organizzata dalla Consulta studentesca al Vallesana di Sondalo. Pellerano, dirigente della Questura: «Andiamo avanti, forti delle nostre forze». Il magistrato Marra: «Bisogna educare al rispetto dell’altro»

Legalità fa rima con solidarietà al centro professionale Vallesana di Sondalo. La conviviale per affrontare il tema della legalità, proprio nei giorni dell’anniversario delle uccisioni dei giudici Borsellino e Falcone, organizzata dagli studenti della Consulta studentesca provinciale, guidata dalla presidente Giada Urbani, si è conclusa con la donazione dell’incasso - circa 600 euro - all’associazione Tremenda XXL, fondata da don Gigi Pini, che tanto fa per i giovani.
Tre i nemici della legalità secondo il sacerdote: «E tutti sono all’interno di ognuno di noi a partire da me stesso: l’ignoranza che permette l’illegalità; l’indifferenza che non ci fa aiutare chi è in difficoltà e non ci intervenire davanti all’illegalità e l’omertà che purtroppo sta dilagando anche in Valtellina, per cui è più comodo dire “io non ho visto” piuttosto che prendersi le proprie responsabilità».
Ai giovani si è rivolto il dirigente della Questura di Sondrio Emilio Pellerano, che dapprima ha citato le parole di Giovanni Falcone: «Perché una società vada bene, si muova nel progresso, si incammini verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere» e poi ha ammonito «legalità è fare il proprio dovere, per me significa percorrere da soli la nostra strada, forti solo delle nostre forze. Raggiungere l’obiettivo barando, chiedendo favori, altera la nostra stessa vita, falsificandola. State lontani da favoritismi, scorciatoie, raccomandazioni». «Legalità – ha proseguito- è dunque rispetto, ma prima che rispetto delle regole e degli altri, è rispetto verso se stessi nella, nostra integrità fisica e morale».
Il magistrato del Tribunale di Sondrio Claudia Marra ha toccato anche il tema della violenza sulle donne sempre più scottante in provincia: «Educare alla legalità significa essenzialmente insegnare il rispetto dell’altro, concetto semplice ma spesso inattuato».

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