I disastri del maltempo  «Abituiamoci, il clima è cambiato»
La colata di fango e sassi piombata a ridosso delle case a Valdidentro

I disastri del maltempo

«Abituiamoci, il clima è cambiato»

Gli esperti dell’Arpa: fenomeni da clima equatoriale

In due ore, fra le 20 e le 22 di giovedì sera, sono scesi fra i 20 e i 35 millimetri di pioggia nei territori dell’Alta Valtellina. Dato che si legge ancor meglio specificando che un millimetro di accumulo è pari, come quantità, a un litro d’acqua caduto su un metro quadrato. Per cui se i millimetri sono 20, significa che su ciascun metro quadrato della località interessata sono scesi 20 litri di pioggia. Ed ecco spiegato il perché, questi potenti nubifragi, poi, provocano danni notevoli.

«Sono il portato dei cambiamenti climatici in corso, e di cui abbiamo evidenza, anche da noi, da almeno due-tre estati a questa parte - spiegano i tecnici del Centro nivo-meteo Arpa Lombardia di Bormio -. Se quindici anni fa lo zero termico sfiorava i 5mila metri nel suo picco massimo estivo, di un giorno soltanto, oggi rischia di essere una costante. In questi giorni, ad esempio, lo zero termico è stabile a 4.500 metri e, talvolta, arriva sfiorare i 5mila. Succede, così, che l’atmosfera si carica moltissimo di energia, l’umidità relativa sale alle stelle e, ad un certo punto, il sistema di sfoga, per forza, cedendo energia in questo modo, attraverso piogge battenti che assumono, proprio, i connotati del nubifragio». Molto diverso, per intensità e durata, anche dai classici acquazzoni estivi cui siamo già abituati.

«Assolutamente, sono fenomeni dirompenti, un tempo tipici delle sole fasce equatoriali del pianeta - precisano i tecnici Arpa -, mentre, oggi, sono diffusi un po’ ovunque, anche da noi. Dopodiché, le conseguenze, possono essere più o meno gravi a seconda della fragilità del territorio su cui si sviluppano. Lì dipende dalla morfologia locale. In presenza di zone molto detritiche, chiaramente, l’acqua può produrre effetti anche gravi, che si traducono in smottamenti, tracimazioni di corsi d’acqua, frane».

Esattamente quanto accaduto, giovedì sera, in Alta Valtellina, mentre, nonostante lo scatenamento della natura si sia prodotto anche in Valchiavenna, fra le 19 e le 20, con pioggia battente e vento, non si sono, in questa occasione, registrati danni, salvo piccoli black out elettrici.

Occorrerà attrezzarsi, tuttavia, dal punto di vista della manutenzione e messa in sicurezza dei territori, perché, stando al responso degli esperti, purtroppo, con questi nubifragi, saremo chiamati ancora a fare i conti, considerato lo stato in cui versa il nostro pianeta.


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