I detenuti interrompono la protesta  «Mancava solo la comunicazione»
Luigi Pagano davanti alla casa circondariale

I detenuti interrompono la protesta

«Mancava solo la comunicazione»

Risolutivo l’intervento del provveditore regionale che ha incontrato direttrice e reclusi.

«Mettiamo da parte quello che è successo in queste settimane e ripartiamo da capo. I presupposti per una gestione serena della vita carceraria ci sono tutti». Luigi Pagano, il provveditore regionale dell’amministrazione carceraria, sembra decisamente sollevato: l’incontro di ieri è stato soddisfacente.

C’erano tutti: la direttrice Stefania Mussio, il comandante della Polizia Penitenziaria e, ovviamente i detenuti. Non solo, ma il provveditore ha voluto anche incontrare personalmente le volontarie Vincenziane per convincerle a tornare al più presto a svolgere la propria azione di supporto volontario all’interno della struttura carceraria.

La tempesta dei giorni scorsi sembra destinata a lasciare spazio finalmente al sereno. Anche i 25 detenuti che hanno firmato il documento di protesta indirizzato proprio al provveditore regionale e che, allo sciopero della fame cominciato alcuni giorni fa, nel fine settimana avevano aggiunto anche quello della sete, hanno deciso di sospendere la propria protesta.

Scioperi portati avanti forse non in modo non esattamente estremo, ma tali comunque da far perdere non poco peso corporeo ad alcuni dei detenuti e a provocare il ricovero in infermeria di un paio di loro.

Tante le accuse rivolte alla direttrice: divieto di fare telefonate ai propri avvocati, mancata concessione dei permessi di lavoro per il reinserimento sociale, divieti al medico di entrare liberamente nelle celle, minacce di ritorsioni.

Soprattutto, però, ad aver provocato la rabbia dei carcerati, sarebbe stata la rottura del rapporto tra le Vincenziane e l’amministrazione carceraria.

«Direi che c’è stato forse un problema di comunicazione, ma che comunque siamo sulla via della soluzione - ha spiegato Pagano -. In questa struttura, così come in altre, mancava da anni un regolamento interno che invece sarebbe bene adottare. Probabilmente l’introduzione dei alcune regole non è stata motivata in modo ritenuto soddisfacente e sono nati dei fraintendimenti - ancora il provveditore regionale -. Proprio su questo aspetto stiamo intervenendo. Quanto alle Vincenziane, le ho volute incontrare perché ritengo fondamentale la loro opera di volontariato. Adesso aspettiamo soltanto la nomina da parte del Comune di Sondrio del nuovo garante».


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