I dati sulle vaccinazioni  In provincia dosi a uno su cinque  Siamo terzi in Lombardia

I dati sulle vaccinazioni

In provincia dosi a uno su cinque

Siamo terzi in Lombardia

Finalmente il resoconto delle somministrazioni: 33.187 dosi, pari al 21,5% della popolazione da vaccinare

In “fila” già da ieri mattina per prenotare la vaccinazione anti Covid, parecchi sessantenni della nostra provincia, rinviati, tuttavia, dal call center regionale, alle 20 di ieri sera, anche se, ufficialmente, il via libera alle prenotazioni era dato, dapprima, alle 24, poi, anticipato, alle 23. In ogni caso, ora più ora meno, anche per gli appartenenti a questa fascia d’età, fra i 60 e i 64 anni, il tempo della vaccinazione, è arrivato.

Dovrebbe tradursi in un appuntamento fissato a partire dal 13 maggio, nel caso in cui si riuscisse a mantenere la capacità vaccinale attuale, pari, mercoledì, a 68.638 dosi somministrate, in tutta la regione, che è, comunque, un dato superiore alla capacità media giornaliera stimata di 65mila inizialmente prevista, per quanto, il target ottimale, l’obiettivo da raggiungere, resta quello delle 144mila somministrazioni giornaliere.

A mercoledì erano 2 milioni e 593.998 le dosi somministrate, di cui 1 milione e 581.097 a donne e 1 milione e 21.911 a uomini, pari all’80,50% delle dosi consegnate.

Quantitativi, che, a livello provinciale si traducono in 33.187 prime dosi già somministrate e in 14.251 richiami, per un totale di 47.438 somministrazioni effettuate dall’avvio della campagna vaccinale, cioè da V-day del 27 dicembre scorso, per quanto, la partenza vera e propria sia da far risalire al 4 gennaio, con le categorie “elette” come prioritarie degli operatori sanitari e non sanitari ospedalieri, delle Rsa, compresi gli ospiti, dell’Ats, dei volontari del soccorso. E, poi, secondo grande step, dal 18 febbraio, con gli over 80, dal 12 aprile con la fascia 75-79, e, a seguire, 70-74 e 65-69. Fino all’apertura, ieri sera, ai 60-64, in attesa di veder “sdoganata”, una delle fasce d’età più consistente, la 50-59, che potrebbe prenotarsi già dal 30 aprile, vaccini permettendo.

Un totale di prime dosi, le 33.187 da noi somministrate, che, in rapporto alla popolazione si traducono nel 21,57% del totale del target considerato, pari a 153.874 persone di stanza nei 77 Comuni di Valtellina e Valchiavenna. In pratica, più di una persona su cinque è stata vaccinata.

Una percentuale dignitosa, che ci colloca al 3° posto fra le province lombarde per numero di prime dosi inoculate. Dentro un range che va dal 24.23% della provincia di Cremona, al 18,25% di quella di Mantova. Meglio di noi, appunto, Cremona, e Pavia, al 21,68%. Lecco ci segue al 4° posto, col 21,47%, Brescia al 5°, col 20,54%, Como al 6°, col 20,32%.

A livello provinciale ci sono 28 Comuni con una percentuale di prime dosi superiore alla media provinciale, cioè al 21,57%, con, ai primi posti, Grosotto, 32,12%, Gerola Alta, 31,88, Tartano, 30,68, Sernio, 29,88, Sondalo, 28,32, Tirano, 27,36, Sondrio, 26,60, e Ponte in Valtellina, 26,81%.

Subito dopo arriva Grosio, al 25,06%, con 972 prime dosi su 3878 aventi diritto, uno dei paesi più colpiti, nella terza ondata, mentre le altre due realtà in cui il contagio si fa sentire, Caspoggio e Piuro, sono ancora molto arretrate, la prima al 17,15% di prime dosi, la seconda al 15,54%.


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