I dati sulle morti  Sono aumentate  non dappertutto
Sondrio coronavirus in valle cimitero chiuso (Foto by Luca Gianatti)

I dati sulle morti

Sono aumentate

non dappertutto

Dato Istat su sette Comuni: in marzo +63%. Conferme dai municipi, non tutti i dati sono univoci

Morti raddoppiate nel mese di marzo rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, in alcuni casi addirittura triplicate. Non lo si può provare, in molti casi, ma è l’effetto coronavirus. Confrontare i numeri dei decessi di marzo con quelli di un anno fa dà un quadro certamente inquietante, anche se, va detto, i numeri non dicono tutto. E, anzi, in qualche caso forniscono indicazioni non univoche.

L’istituto di statistica

L’occasione per fare un raffronto la offre l’Istat, che ha pubblicato i primi dati di un’indagine sulla mortalità in Italia basata sui numeri forniti da 1.084 Comuni all’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Di questi, solo sette sono in provincia di Sondrio (Grosio, Montagna, Morbegno, Ponte, Sondalo, Valdidentro e Villa di Tirano) per cui ne esce una fotografia attendibile ma parziale, di circa 33 mila residenti sui 181 mila della Provincia (pari al 18.3%).

L’Istat ha messo a confronto i decessi registrati nelle prime tre settimane del mese di marzo 2019 e 2020. Il dato, parziale, è impressionante: 44 morti 2020 contro 27 (+63%).
A Morbegno sono quasi raddoppiati: l’anno scorso in 21 giorni morirono 8 persone, quest’anno nello stesso periodo 15. A Grosio i decessi furono 2 nel marzo 2019, nel 2020 sono stati 6, il triplo. Numeri in aumento anche a Villa di Tirano (5 morti contro 2 di un anno fa), a Ponte in Valtellina (5 contro 3 ) e Valdidentro (3 contro 2). Invariati, invece, i dati relativi a Montagna e Sondalo ( 5 decessi sia l’anno scorso che quest’anno).

I Comuni

Abbiamo poi preso in esame i dati relativi ad alcuni altri centri della provincia di Sondrio. A Chiavenna si è registrato l’aumento più significativo, passando dai 6 decessi nel mese di marzo dell’anno scorso ai 20 di quest’anno, più che triplicati. Anche a febbraio è stato uno stillicidio: 6 nel 2019, 18 nel 2020.

A Tirano nel marzo dell’anno scorso i morti furono 7, quest’anno nello stesso periodo sono stati 18. Ma, come del resto a Villa di Tirano, se si prende in esame il primo trimestre dell’anno, il dato 2020 è uguale se non inferiore a quello del 2019. È questo uno dei dati non univoci che emergono dalle cifre. Nel Tiranese fanno impressione i numeri di Aprica, con le morti quadriplicate, passate da 2 a 8.

Il capoluogo

In mancanza dei relativi al centro più popoloso della provincia, Sondrio, è possibile farsi almeno un’idea dell’andamento analizzando i numeri relativi ai funerali che sono stati celebrati. Una cifra che non si riferisce al totale della popolazione, ma certamente alla maggioranza, quindi attendibile. Il dato è in controtendenza, almeno per quanto riguarda la Comunità pastorale della città: i funerali in febbraio sono scesi dai 23 del 2019 ai 13 del 2020. In marzo ne sono stati celebrati 16 (1+15 tumulazioni senza cerimonia in chiesa), contro i 18 dell’anno scorso. Andamento in crescita invece nelle frazioni: i funerali sono passati dai 6 del primo trimestre dell’anno scorso ai 12 di quest’anno.


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